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BERSANI LIBERA DA TUTTI I MALI?!

Avvocati, notai, farmacisti e tassisti.
I Primi passi del governo Prodi vengono firmati da Bersani che tenta di liberalizzare l’Italia dalle oligarchie di alcuni albi professionali. E si ritrova in un mare di critiche.
Tutti pronti allo sciopero. Ma cosa ne pensano i consumatori?
Secondo la Federconsumatori ci sarà un risparmio per le famiglie di circa 1.000 €

Ma LIBERALIZZARE...LIBERA DA TUTTI I MALI??

Ringrazio vivamente i professionisti, tecnici dei settori toccati dal decreto Bersani, che hanno prontamente colto il mio invito a parlare del perché sì, ma specie i perché dei no.
Sentirsi il terreno sottostante scricchiolare quando si è arrivati a posizioni ormai consolidate non deve essere facile per nessuno.
Maturità di un paese sarà quella anche di saper reagire tutelando gli interessi di tutti affrontando un mercato sempre più aperto che deve combattere i grandi affari delle multinazionali che monopolizzano i mercati:
Dalla benzina alle medicine, dalla burocrazia ai trasporti, dai professionisti con albi all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro i temi sono seri ed il Governo deve comunque saper ascoltare le ragioni di tutti e definire le linee di intervento.
Il dibattito è aperto?! Ma siamo tutti pronti a valutare altro che i nostri personali interessi? Di seguito osservazioni Pro-Bersani dal sito della Federconsumatori:

Secondo federconsumatori dei 12 provvedimenti di liberalizzazione, almeno 6 produrranno risparmi certi e sostanziosi per le tartassate famiglie italiane calcolati tra gli 800 e i 1000 €. Vediamo i perchè:

COMMERCIO.
La liberalizzazione completa del commercio e dei saldi,produrrà un risparmio tra 300 e 350 euro l`anno. Solo la voce abbigliamento e calzature, comporta un costo annuo pari circa 2.500 € a famiglia, prendendo come riferimento i consumi delle famiglie Istat pari a circa 27.000 € l`anno. Una sana concorrenza comporterà abbattimenti dei prezzi ed un risparmio dal 10 al 15%

BANCHE.
Il sacrosanto provvedimento sui tassi e sull`art.118 del Testo unico bancario, che offriva alla banche la licenza di rapinare i correntisti con un semplice avviso in Gazzetta Ufficiale, avrà effetti benefici sulle tasche degli scippati utenti bancari. Se si aggiunge al risparmio sulla chiusura del conto, da 50 a 70€, l`obbligo di adeguare i tassi sui depositi bancari, sconfiggendo così la truffaldina prassi di adeguare subito i tassi sugli impieghi alle decisioni BCE, dimenticando di aumentare quelli sui depositi, si avranno ricadute benefiche di 200- 250 € l`anno.

ASSICURAZIONI.
La possibilità data agli agenti di vendere le polizze più convenienti, e non più quelle della propria compagnia, assieme al provvedimento sull`indennizzo diretto, comporterà un abbassamento degli elevatissimi costi della RC Auto obbligatoria, con risparmi certi e documentabili tra i 120 e 150 € a polizza;

FARMACI:
la liberalizzazione dei farmaci cosiddetti equivalenti con la possibilità di vendita nei supermercati, sempre con la presenza di un farmacista, produrrà un abbattimento dei prezzi, non solo nei supermercati, ma anche nelle farmacie, con ribassi del 30-50%, con risparmi medi annui a famiglia di 100- 110 €;
PROFESSIONI ED ANTITRUST:
il rafforzamento delle funzioni Antitrust sul mercato, assieme alla liberalizzazione delle professioni ed alla eliminazione delle tariffe minime ostacolo alla concorrenza, comporterà risparmi annui pari ad 80-100 € a famiglia.
Se a ciò aggiungiamo la class action, avremo meccanismi virtuosi da parte dei "furbetti del quartierino" e delle altre aziende, specie della telefonia, che praticano improbabili offerte ingannevoli a danno dei consumatori, quantificabili in 100 € annui;

NOTAI:

L`eliminazione del notaio dai passaggi di proprietà dei beni mobili trasferiti,comporterà vantaggi immediati di 40-50 € l`anno. Occorre eliminare la pletora di soggetti (ACI, PRA, MOTORIZZAZIONE, AGENZIE), che si spartiscono ancora il business dei passaggi più alti del mondo: circa 350 €, contro il massimo di 50 €, indipendentemente dal valore trasferito per dare sollievo agli utenti e rilanciare i consumi.

FARMACI La pillola che non va giù
di Nicola Favia - Farmacista
Farmaci da banco nei supermercati.
Quello della categoria non è un “no” secco. La ns. proposta è quella di stilare una lista, a cura di un organismo neutro (AIFA), che escluda i farmaci di automedicazione con un forte indice di effetti indesiderati. Il tutto ad esclusivo vantaggio del cittadino.
Numero illimitato di licenze per ciascun farmacista.
E` la parte più spinosa del decreto Bersani, di fatto concederà alle grandi multinazionali della distribuzione, la facoltà di costituire catene di Farmacie con l`unico scopo di creare regimi di monopolio sui propri prodotti.
Si poteva fare di più e …..meglio!
Un ultima considerazione è sul metodo: a tutt`oggi non vi è stata da parte del Governo, nessuna volontà di dialogo con il ns. Sindacato per cercare di migliorare il contenuto del decreto. A mio parere questo modo di operare assolutamente antidemocratico ha messo in condizioni la categoria di utilizzare un mezzo estremo di protesta: lo sciopero nazionale
Di questo mi scuso con tutti i cittadini.

Parola al notaio - Michele Labriola -Notaio in Bari

Il decreto Legge 4 luglio 2006 n.233, conosciuto anche come "Decreto Bersani", nasce, tra l`altro, con l`intenzione di promuovere una liberalizzazione nel settore delle libere professioni e dei servizi offerti dai professionisti.
L`intento, in astratto apprezzabile, si è però tradotto in alcune disposizioni che lasciano estremamente perplessi e sulle quali è doveroso muovere alcune osservazioni critiche. In primo luogo il decreto è nato in maniera improvvisa, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 luglio 2006, senza che vi sia stata, come invece era espressamente previsto nel programma elettorale dell`Unione, alcuna concertazione con le categorie professionali interessate. In secondo luogo la scelta del governo attuale di iniziare la sua battaglia per modernizzare il paese imponendo le regole del mercato alle categorie professionali (che costituirebbero, secondo il decreto, un freno allo sviluppo del paese), mi lascia quantomeno perplesso, considerando che in Italia vi sono veri monopoli consolidati ed intoccabili (nei settori dell`energia, delle telecomunicazioni, delle grandi imprese, delle Banche), che questi sì, hanno prodotto e continuano a produrre quotidianamente guasti e sconquassi tra i consumatori e la povera gente (si pensi ai casi del risparmio truffato ed alle bollette pazze): questi monopoli non sono stati toccati minimamente dal "Decreto Bersani".
All`opposto le categorie professionali senza dubbio garantiscono il cittadino ed il consumatore e tutelano sempre i loro diritti: tali categorie svolgono una funzione sociale in questa direzione, che peraltro per il Notaio è connessa alla sua pubblica funzione.
In terzo luogo, equiparare la prestazione professionale (che dovrebbe mettersi sul mercato a tutti i livelli, senza tariffe minime, senza garanzia di qualità, attraverso la pubblicità), solo perchè "il consumatore deve risparmiare" è una parola d`ordine demagogica e superficiale.
Al consumatore va assicurata innanzitutto la "qualità della prestazione" professionale e questa qualità si raggiunge attraverso molteplici e complessi profili di studio e di analisi.
Con tutto il rispetto per il fruttivendolo, andare dal Notaio per un parere societario o una consulenza urbanistica o bancaria, o per ottenere un risultato che dia alla attività compiuta pubblica fede, è cosa un po` diversa che comprare 1 Kg. di mandarini, dove ciò che conta è solo spendere un po` di meno rispetto all`altro venditore.

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ORDINE NEGLI ORDINI
Liberi di liberalizzare
Di Massimiliano Forgione
A seguire le polemiche ultime del decreto Bersani viene da chiedersi quanti sono gli ordini professionali in Italia, così, documentandosi si scopre quali e si scorre la lista:
Notai, Ingegneri, Architetti, Chimici, Geometri, Periti Industriali, Attuari, Avvocati, Consulente Produzione Industriale, Farmacisti, Medici Chirurghi, Ostetriche, Veterinari, Dottori Commercialisti, Ragionieri, Infermieri, Assistenti Sanitari,Vigilatrici d`Infanzia, Spedizionieri Doganali, Giornalisti, Geologi, Tecnici di Radiologia Medica, Biologi, Agenti di Cambio, Periti Agrari, Agronomi e Forestali, Consulenti del Lavoro, Odontoiatri, Agrotecnici, Guide Alpine, Psicologi, Enologi, Periti Assicurativi, Assistenti Sociali, Terapisti non Vedenti, Tecnologi Alimentari.
Il perché è risaputo: assicurano posizioni e rendite da casta. Ognuno istituito e organizzato a livello regionale, provinciale, comunale e con ramificazioni territoriali che hanno il chiaro scopo di monopolizzare il mercato.
Il citato decreto che in qualche forma riprende quello sulla competitività, mai attuato, del precedente Governo, ha creato dissapori e malcontenti; solo gli utenti, i cittadini che di tali corporazioni non fanno parte plaudono al coraggio di un ammodernamento che l`Unione Europea ci chiedeva da tempo.
Occorre fare una riflessione sul fatto che certa opinione pubblica non consideri positiva la possibilità, democratica e civile, che un cittadino avrà di scegliere finalmente la forma di prestazione sulla base di una concorrenzialità non soltanto per prestazione professionale ma anche per tariffa applicata, rispettando quel sacrosanto binomio: è adeguato alle mie tasche quindi accetto.
Tutti, solo in Italia, (se si considera l`Europa verso la quale tendiamo), allo stato, per fortuna non più attuale delle cose, eravamo costretti ad accettare le tariffe imposteci dalle categorie; adesso, possiamo esercitare il nostro potere discrezionale in rapporto alle opportunità anche economiche che ognuno di noi possiede. Il decreto prevede anche l`obbligo da parte delle banche di comunicare trenta giorni prima eventuali rincari ai consumatori, senza prevaricazioni che si celano dietro inutili pubblicazioni su gazzettini che nessuno legge e che di fatto si concretizzano in una coercitiva tacita accettazione da parte dell`utente; la necessità di rivedere le tariffe assicurative che risultano essere superiori alla media europea del 30-40% e i prezzi delle benzine agendo su accise e imposizioni da cartello dei produttori di petrolio.
Non sorprende che a protestare siano proprio queste caste, alcune non dichiarate nei loro “ordini” ma che da sempre monopolizzano il mercato e tra cui spicca quella dei tassisti che hanno marciato su Roma allo slogan di: “Saremo il vostro Iraq”. Intanto, la destra grida alla macelleria sociale dimenticando gli sfaceli fatti durante i loro catastrofici cinque anni al Governo e ignorando il fatto che se si prende un taxi a Londra, a Dublino, non si rischia di svenarsi come solo da noi avviene, anche se, dal decreto Bersani in poi, con l`aiuto di una cittadinanza attiva e vigile, si potrà finalmente dire: avveniva!
 




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