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Fitto e Vendola: storie di denunce

Da querela preventiva a rinvio a giudizio
Fitto denuncia un giornalista che ha raccontato in un libro la storia della sua famiglia

Lino De Matteis (caposervizio del Nuovo Quotidiano di Puglia) nel 2004, si è stampato in proprio “IL GOVERNATORE” libro che nessuno ha avuto il coraggio di pubblicare.
L`accusa dell`ex presidente della Regione, Raffaele Fitto, punta su alcune parti del tomo di 300 pagine: insensibile per come trattò la vicenda delle centinaia di lavoratori socialmente utili (Lsu) rimasti senza lavoro e senza prospettive di occupazione…”, “favola del povero orfanello”, “partito degli affari e delle lobby economiche” che “stanno occupando le istituzioni e mettendo a rischio la democrazia”, e ancora “controlla l`ambiente”, che “appare un grande fratello” e che ha “svenduto” beni della Regione in favore di parenti”.
Il risarcimento danni richiesto, per buona dose di responsabilità per la sua mancata rielezione a presidente, per “i notevoli danni di natura morale, considerato anche che la sua presentazione è avvenuta…in periodo di campagna elettorale”, ha chiesto “il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti all`entità ed alla gravità dei fatti” e inoltre “la condanna…al pagamento di una provvisionale nella misura di euro 100.000,00 ”...un atto fatto per “coerenza”, avendo querelato anche Francesco Merlo per un solo articolo sul Corriere del Mezzogiorno. per 400.000,00 €.
Al solo annuncio della pubblicazione del libro, il 12 nov. 2004 in una lettera allo stesso quotidiano, Fitto avvisò di adire alle vie legali, senza nemmeno leggere il libro. Alcune associazioni di categoria (Assostampa di Puglia) e Fnsi, definirono l`atto una “censura preventiva”. Così decise di non presentare denuncia in piena campagna elettorale. La querela è stata invece effettuata nei 90 giorni dall`avvenuto possesso del libro: "tra Natale e Capodanno del 2004, mi è pervenuto in dono (sic!) una copia del libro...". Così l`atto viene presto notificato, il pm Francesco De Giorgi chiude le indagini preliminari senza aver ascoltato l`imputato, e il 20 dicembre 2005, in meno di mezzora, il gip, accoglie integralmente i capi d`imputazione selezionati dal pm, disponendo il rinvio a giudizio per il 28 marzo 2006 davanti al giudice monocratico Fabrizio Malagnino.
Lino de Matteis, si difende così: “Ciascuna di queste frasi non è per nulla gratuita o campata in aria: sono tutte pertinenti a vicende e situazioni vere, ampiamente raccontante e puntigliosamente documentate nello stesso libro, sono tutte ancorate a verità sostanziali inoppugnabili, per altro già note all`opinione pubblica per essere state trattate volta per volta dai mass media regionali”. Tra le altre ci tiene a precisare che la questione della “svendita a prezzi di saldo da parte della Regione di propri beni a vantaggio di una società amministrata da un parente del governatore” fu come altre, ampiamente riferita dai giornali. Il sansificio di Maglie fu venduto nel dicembre 2002, a 2.867.293 €, quasi allo stesso prezzo di vent`anni prima, quando all`Agrisud (azienda Fitto) in fallimento subentrò l`Ersap, l`ente regionale di sviluppo agricolo, nel giugno 1987, quando presidente della Regione era il padre di Fitto.
L`autore rivela di aver concepito l`idea di raccontare il governatore pugliese nel 2000, un libro "su Fitto", e non "contro Fitto", per raccontare ai pugliesi chi li governava, la cui bozza era già pronta nell`Aprile del 2003 quando l`autore l`ha depositata alla Siae. Folgorato da “Fahrenheit 9/11” di Michael Moore, ha ben pensato di produrselo da sé.

E Vendola viene denunciato
Indagato per diffamazione, la Camera aveva dichiarato insindacabili le opinioni di N. Vendola.
La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto in seguito ad una delibera della Camera dei Deputati (12 aprile 2005) relativa all`insindacabilità delle opinioni espresse dal parlamentare di Rifondazione Comunista, attualmente presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, promosso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani in relazione ad una vicenda in cui Vendola è indagato per diffamazione aggravata ai danni di Michele Scianatico, presidente del Consiglio di amministrazione del Laterificio Pugliese spa, e di Caio Scianatico, consigliere della stessa società.
La vicenda giudiziaria ebbe inizio con la querela presentata dai due imprenditori alla Procura di Trani nel 2001 in relazione alle affermazione compiute da Vendola in un`assemblea presso la sede di Rifondazione Comunista di Terlizzi nello stesso anno in cui, in sostanza, accusava i due imprenditori di elargizioni a politici per ottenerne dei favori. Nella sua delibera del 2005 la Camera aveva definito insindacabili le affermazioni di Vendola in quanto opinioni espresse nell`esercizio delle funzioni parlamentari.
 




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