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LA BANCA ARMATA
Poveri, ingenui, ignari risparmiatori. Continuamente ingannati e defraudati anche quando si tratta di risparmi, di quelli che, si auspica, debbano tornare utili in caso di imprevisti spiacevoli, sì perché di risparmio per migliorare la propria futura condizione ormai non si può più parlare, a questo servono solo le speculazioni, ma si sa, per quelle ci vuole il cosiddetto “pelo sullo stomaco”.
Ma se si calcola che ormai anche la semplice tenuta di un conto corrente, qui i risparmi, gli investimenti, non c’entrano nulla, quindi, se i tanti che sono perennemente in rosso sono costretti a pagare una media di 252€ annui per vedersi recapitare estratti conto su situazioni di debito già note (chi non sa di non avere un lira?, pardon, un euro?), per pagare bolli, commissioni, tasse, ebbene, si riesce ad avere un parametro approssimativo del grande quantitativo di liquidità dell’enorme giro d’affari di esclusività delle banche.
Lo scorso Aprile sono stati resi noti i dati sul commercio italiano di armi per l’anno 2004. Per l’Italia, le operazioni di banche nell’export di armamenti hanno registrato un valore dichiarato di 715 milioni di euro. A scorrere i dati ne vengono fuori delle belle: banche con nessun importo autorizzato che hanno transatto per importi notevoli, ma anche tre banche: il Banco di San Giorgio, il BNP Paribas succursale Italia e il Credit Lyonnais Italia che, pur avendo autorizzazioni per importi alti non hanno foraggiato il mercato della morte.
Da dove vengono le autorizzazioni? Dal Ministero della Difesa. L’unico settore trainante della nostra produzione è l’industria bellica che ha registrato, in questa legislatura, un aumento che va oltre il 72%, passando dagli 863 milioni di euro del 2001 agli oltre 1489 milioni di euro del 2004.
Che si provi a dire che il “made in Italy” non tira! In questa generale situazione belligerante e con le guerre che verranno sarà a prova di bomba.
Nella legge dei grandi numeri chi non ha dimestichezza tende sempre un po’ a perdersi, a non considerare la portata della gravità. Però, pensare che con una parte delle miserie ai più necessarie per tenere in vita il proprio fedele comatoso, nella infinita catena delle speculazioni, vada a concretizzarsi in un proiettile o in un granello di polvere delle mine antiuomo disseminate nelle zone di guerra, fa passare la voglia persino di vivere nella casa per la quale si sta pagando un mutuo, magari al 100% del suo valore, per un indebitamento vitalizio.
Che si provi a chiedere delucidazioni al direttore della propria banca; il sottoscritto l’ha fatto, penso stia ancora nel suo ufficio, dietro la sua bella scrivania comodamente seduto sulla sua bella poltrona di pelle a domandarsi se sono un pazzo in circolazione con i benefici della 180.
A proposito di comportamenti ontologici, la Banca popolare di Milano, l’unica assieme alla Banca Etica a non esercitare lo sporco business, ha ceduto alle lusinghe del mercato; chi abbia voglia di non sentirsi, e non si può dire né involontariamente, né inconsapevolmente, responsabile di vite spezzate, adesso sa a quali banche affidare le proprie povertà.
21/11/2005
Forgione Massimiliano
 




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