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Prodi stravince con un 75% inequivocabile le prime pre-Selezioni popolari per la scelta del premier in una nazione europea e democratica (o quasi), alle prove con un primo tentativo di dar voce al popolo nelle scelte di firma politica. Molti erano gli osservatori internazionali che hanno fatto capolino in Italia per questa vicenda stra-politica, stra-partitocratica e democraticamente popolare, più di quanto dicano i singoli risultati.
Il pericolo rosso di un Bertinotti versione Vendola, come nelle primarie pugliesi, non si è verificato. Complici anche i vari Mastella, Di Pietro e Pecoraro Scanio, Prodi passa il traguardo in scioltezza con circa 3 milioni di voti su 4.
Facile dire che la volata (per il ciclista che è), anzi il volatone fino alle elezioni di Aprile è stato lanciato. Ora tocca al gioco di squadra dell`Unione e dei singoli partiti, che con queste primarie hanno fatto i conti con un “andate alle urne”, che è stata una “conta” di attivismo di partito. Alla base ora vi è da aggiungere il popolo stanco di Berlusconi, dei non tesserati ai partiti che ancora in Italia è una grandissima fetta d’elettorato, che fa vincere chi è capace di convincere. Lo sforzo umano e il risultato numerico di queste primarie deve servire ai partiti (non solo del centro-sinistra) per capire quanto il popolo vuole essere decisivo nelle scelte dei candidati. I numeri serviranno per un possibile gioco di forza all`interno della coalizione per seggi o ministeri, per l`antico rito della spartizione del potere, in base alla potenza di ogni partito, il cui simbolo è stato il candidato di riferimento. Ma i giochi di spartizione partitocratica non convincono i cittadini che vorrebbero gente capace nel ruolo giusto e non “raccomandati dai partiti”.
E per i partiti della sinistra, è servito anche capire come e quanto sono radicati, provincia per provincia, città per città, l`impegno del circolo cittadino o l`assenza dello stesso.
Ma due fatti importanti sono accaduti che porteranno a chissà quali conseguenze di ingovernabilità. Primo la legge proporzionale che fa diventare Mastella e Follini futuri alleati in un centro pronto a riformarsi per essere il terzo polo - quello centrista - sempre ago della bilancia nella politica di una nazione conservatrice e cattolica che aveva appena iniziato ad assaporare il bipolarismo.
La terza gamba senza la quale nessuno potrà governare, pensate voi che forza diventerà e quanto potrà destabilizzare anche con un 10% (più probabile 15%).
Secondo l`uccisione nel seggio di Locri del vicePresidente della Regione Calabria. Un avvertimento alla democrazia del popolo ed alla giunta calabrese per possibili interessi nella sanità o negli appalti, nuovi business della macchina da guerra mafiosa, in questo caso la ‘ndrangheta calabrese, che ha sparato un altro colpo mortale alla democrazia di un`intera nazione.
Un avvertimento alle istituzioni, ai cittadini tutti. Ora c`è l`obbligo di alzare la testa e di essere sempre in guardia le forze dell`ordine e lo stato devono sentire il fiatone della legalità, non quello dell`omertà, per essere tutti garanti di uno stato democratico e che ha sempre bisogno, purtroppo, di essere ripreso sulla questione morale.
 




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