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Okkio che notizia

Non è qui la festa

Hanno festeggiato l’apertura del foyer...per noi è il
FUNERALE... Alla cultura

L’hanno chiamata festa... l’inaugurazione del Foyer.
Il Petruzzelli è ancora un rudere, non si sa quando sarà finito.L’ente che NON potrebbe gestire alcuna programmazione fino alla sua ricostruzione...
Ha in carico anche Margherita e Auditorium. I luoghi della cultura morti dai 15 a 25 anni.

Una festa dei “senza vergogna”. Giovedì 16, si è inaugurato, non il Teatro Petruzzelli, per il quale non si sa nemmeno quanti soldi ci vogliono ancora, ma solo il foyer (non agibile), restaurato dal rogo, anzi dalle sue ceneri. Sapete che in francese foyer significa anche focolaio...?
Quindi dopo 14 anni dall`incendio, qualcuno, la sovrintendenza che detiene la responsabilità dei lavori, inaugura - dopo spolvero dalla fuliggine di uno dei “locali scampati all`incendio” - il foyer, oltre alla biglietteria ed agli uffici. A Bari basta poco; la Gazzetta parla di festa e che la città riabbraccia il suo teatro? Ma che dite? Che fate?
Da un gestore senza assicurazione, ad eredi colpevoli di non essere stramiliardari tanto da ricostruirselo, dalla malavita che aleggia alla politica che vuole espropriare un bene privato, invece di ritenerlo un bene di pubblico dominio da salvaguardare; da destra a sinistra parole parole, anche di big come Muti, Baglioni, Alberto Sordi, Sgarbi, Dario Fo, Mieli e i fatti...piccoli passi! Libri, carte, speciali editoriali, che aprono spiragli fino alle piste bulgare di Ali Agca. Fantasie depistanti.
Un epopea attorno a un teatro spoglio, denudato da un incendio che sta perdendo con il tempo la sua dimensione il politeama è abbandonato a se stesso. Anzi vi è anche un Ente che fa spettacoli a suo nome, ma non è minimamente responsabile della costruzione, non per statuto!!
E` uno spettacolo penoso, il più brutto mai andato in scena.
E Lui il Teatro Petruzzelli, il luogo ove il Silenzio regna per obbligo di educazione, Democratico ove il pubblico è Sovrano, dal loggione alle prime file, ne muore dentro.
Un attore vero, prima di esibirsi, deve essere preparato, lì sul palcoscenico non può fallire, non c`è diritto di replica in caso di errore, i bis si chiedono solo ai Grandi. E qui di Grandi nemmeno l`ombra. 14 anni si sono avvicendati inetti, che volevano ricoprire le poltrone in prima fila e decidere le manovalanze o scegliere il direttore d`orchestra o quello artistico.
Miliardi sono stati spesi per fare stagioni liriche nel Piccinni, teatro comunale che si appresta a chiudere per restauro (si dice che non è nemmeno agibile!), e così questa città rimarrà come merita. Senza teatri, senza cultura. Ma con un Ente che si chiama Petruzzelli e Teatri di Bari (Il Margherita a cui i baresi da anni hanno levato l`appellativo di Teatro, e il Conservatorio…) che farà spettacoli dove?
Opto per il Teatroteam aperto dopo soli 6 mesi dall`incendio del Petruzzelli ove il fratello è il direttore artistico di Pinto, capace di capitalizzare le conoscenze di famiglia e gli oltre 2000 posti di capienza...in un capannone.
Tanto i baresi si accontentano di una tensostruttura, la cultura è come un`industria, il nome dell’artista fa lo spettacolo, poco importa se in un capannone l’acustica è pessima. Il vuoto con tanto niente dentro. Sprofondateci pure e brindate al foyer… il focolaio che non si spegne ancora… anzi rinasce.
Raimondo Cucciolla

 




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