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Non parlerò della grinta del veterano della comicità critica di Beppe Grillo, ma della necessità, quanto mai attuale, di finalmente mettere nome e cognome sulle singole prese di posizione di ciascuno di noi. Se è vero che “Con la Rete aspetteremo l’avvento di un nuovo Rinascimento”, allora è altrettanto vero che come nel Rinascimento bisognerà trovare un nuovo coraggio per ricominciare a gridare forte le proprie idee ed essere disposti a non temere nulla, perché solo dalla maturità della convinzione di queste potrà veramente esserci un “Umanesimo nuovo”, delle coscienze che non hanno paura di uscire dallo squallido anonimato quotidiano ed essere pronte ad “un esilio, una galera”, per la difesa delle stesse.

Se la rete ci dovrà salvare, questo non vuol dire che bisognerà agire nell’occulto, come nelle chat che nascondendo le identità diventano i luoghi dei non luoghi. Beppe Grillo nel suo spettacolo non auspica la babele delle identità, ma la chiara identificazione, per consapevolmente creare una alternativa valida alla disinformazione imperante.
E’ vero che la terza guerra mondiale, come dice lui, è quella dell’informazione. Basti pensare a come cambia la nostra vita quotidiana sulla base di ciò che ci viene raccontato e di ciò che non ci viene raccontato. Che la casa farmaceutica Novartis, dando inizio per via governativa al progetto Omega, abbia di fatto creato la patologia dell’iperattivismo, per cui ai bambini “casinisti” sarà somministrata “una pasticca al giorno, il Ritalin della Novartis, che è un metilfemidato, simile all’anfetamina”, una vera barbarie, e ancora che “nel marzo 2004 un comitato mondiale di saggi, quasi tutti a libro paga dei colossi farmaceutici, ha abbassato la soglia delle tre maggiori patologie: diabete, colesterolo alto, ipertensione”, ciò “significa che se tu il 28 febbraio 2004 eri sano, il 2 marzo con le stesse analisi diventavi malato. Così hanno inventato centinaia di milioni di nuovi malati”, non mi viene detto né dalla Rai, né da Mediaset, né dalla Sette, da nessun giornale, “solo con la Rete riesci a sapere queste cose”, un po’ come dire che se non mi do da fare nessuno mi viene a dire che me lo stanno dolcemente mettendo in quel posto!!
La Telecom e la Mediaset hanno una contabilità disastrosa, la prima “ha nove volte i debiti della Parmalat”, ma ciò in Italia equivale ad affermare che fino a quando non annega non si può dire che è morta: i risparmiatori non contano, dopo un po’ di tempo non se ne sente neanche più parlare, e così le loro storie muoiono con il loro dramma vissuto singolarmente.
Per questo la Rete ci potrà salvare, perché è il mezzo che ci potrà far uscire da questa solitudine e dalla disperazione dei nostri inutili anonimati. Contro l’arroganza dei potenti che ci spacciano un concetto distorto di democrazia attraverso la disinformazione dei loro organi di diffusione, dobbiamo assolutamente opporre l’energia del nostro sdegno, delle nostre insofferenze di tutti i giorni.
Le manifestazioni di piazza e le grandi agglomerazioni di genti lasciano il tempo che trovano quando tutti tornano a casa e si ritrovano a dover fare i conti con la sopravvivenza quotidiana, ma la Rete no, dopo aver sentito Beppe Grillo, bisogna dare credito all’idea che ci possa essere un nuovo viatico di aggregazione e far di tutto perché “con la Rete” si possa aspettare realmente “l’avvento di un nuovo Rinascimento”.

Massimiliano Forgione
Maggio 2005
 




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