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Okkio che notizia

Dalla Cassa Integrazione...

...al Reddito di Cittadinanza

Il primo ha aiutato aziende fallite e i loro dipendenti il secondo per ora è solo una promessa elettorale difficile da realizzare…
Quando si contribuisce o si intende farlo per “Non far lavorare”


Le sfide impossibili?

Un lavoro per tutti. Far fare ad ognuno il lavoro che ama fare (quanti hanno passioni “lavorative” e quanti amano lavorare?), equità sociale (il che significa meno raccomandati meno stipendi d’oro) dare una mano a chi è in difficoltà…

C’è un modo di stimolare l’imprenditoria e quindi dare più posti di lavoro ?
Come far “incontrare” gli italiani che aspettano un posto di lavoro se non fisso quanto meno un lavoro SVILUPPATO DAGLI IMPRENDITORI?
La legge dei numeri dice: sono troppi gli “inoccupati” e pochi i posti di lavoro richiesti da chi lo crea il lavoro, chi in Italia ha il coraggio di “fare impresa” !
Poi purtroppo capita anche di leggere tanti annunci di lavoro … a cui nessuno risponde, 6/7 a lavorare no grazie rispondono in tanti !

Anni fa compilai on line una raccolta firme per proporre la trasformazione della CASSA INTEGRAZIONE in un lavoro co-retribuito dallo Stato e con un articolo spiegai le mie ragioni non solo puramente matematiche ed economiche secondo quel principio che uno Stato dovrebbe aiutare disoccupati ed aziende e non “inoccupati” a stare a casa.
Miliardi l’anno vengono erogati metà dallo Stato metà dall’Inps per integrare lo stipendio a chi perde “Ore di lavoro” fino appunto all’assurdo di riconoscere fino a 12 mensilità (chi l’ha percepita per molti più anni) a chi ha perso il lavoro in settori come Industria, trasporti ect.
Sempre e solo grandi aziende “aiutate”. Il calcolo è facile quanto il metodo. Si dimezza il contributo all’Ex cassaintegrato raddoppiando così il numero di “italiani” aiutati a lavorare grazie a contratti di almeno 12 mesi con aziende che andrebbero ad integrare l’altra metà.
Più lavoro per tutti e conseguentemente un aiuto alle aziende che potrebbero così sviluppare rami d’azienda fino a quel momento poco curati magari proprio per mancanza di mezzi e personale.

Per lo stesso concetto da anni leggendo tra le righe degli amici incazzati Grillini, ora Pentastellati, la proposta del reddito di cittadinanza, non mi trovava d’accordo.
Recuperare dai più ricchi o attuando i doverosi tagli alle spese inutili dello Stato è da Robin Hood Di Maio e di per se un valore inequivocabile di “equità sociale” ma un compito che potrebbe fare solo un “forte Governo” partendo appunto prima dai tagli per recuperare risorse per aiutare i bisognosi (dignità minima è una casa, un pasto…ed il lavoro!).
Ma anche in questo caso non è meglio far lavorare almeno part time più cittadini possibile(?) invece di rischiare che qualcuno faccia il furbo e allarghi la fascia “enorme” del lavoro Nero? Più gente impiegata ed impegnata significa anche aiutare aziende a crescere a trovare nuovi “collaboratori”, servirebbe ad una Nazione “ferma” a capire magari in quali settori il Made in Italy deve incrementare il proprio mercato.
La tutela e lo sfruttamento dello straordinario patrimonio culturale ed artistico, il settore turistico, l’internazionalizzazione delle aziende…
Cosa meritano gli italiani ? L’elemosina di Stato o la dignità di un posto di lavoro?
E se non si aiuta chi fa impresa come cresce l’Economia di un paese? Quindi giusto ricordare che “Chi non lavora… non fa l’amore!” Vogliamo dare anche questa “penitenza” agli italiani?

Raimondo Cucciolla
 




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