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Oliviero e la Libertà di pensiero

Oliviero Beha, «brontolo» e il «silenziatore» in Rai
Giunge a 4 mesi dalla scomparsa del noto scrittore e giornalista la sentenza che condanna la Rai al risarcimento per averlo per anni «pagato per non farlo lavorare, per non farlo esprimere!»


Oliviero Beha giornalista e scrittore, volto noto e carismatico del giornalismo italiano, “Brontolo” il suo soprannome ed il titolo di una delle trasmissioni da lui ideata e condotta, era un caporedattore di Mamma Rai.
Una "mamma” con lui che si dimostrerà cattivissima per colpa di quel “regime politico” che controlla la Televisione di Stato, con colui che era un uomo e giornalista vero, maltrattato anche da alcuni colleghi nei “coccodrilli” che annunciavano la notizia della sua prematura scomparsa: “giornalista “scomodo” giornalista “contro”, per loro prezzolati dal padrone il giornalista deve essere “comodo e pro”?!

Scomodo in Rai sicuramente come vedremo e nemico di chi aveva “attaccato nel merito” ma per fortuna in tanti l’hanno anche ricordato come "uno dei pochi giornalisti dal pensiero non allineato", "un giornalista, ma soprattutto un gran signore", "una voce controcorrente".
Il giornalista vero, non deve fare sconti a nessuno e negli anni in cui anche a RaiTre Bianca Berlinguer gli dava poco spazio finanche per parlare di sport, pur essendo caporedattore sportivo (ricordiamo il suo libro ed un film sui mondiali 1982 e l’incontro truccato contro il Camerun e quello sul calcio scommesse), Oliviero ebbe modo di “sfogare” il suo estro e la sua rabbia con alcuni libri d`inchiesta pubblicati da quelli di Chiarelettere o come per la Bur il suo “Crescete e prostituitevi” in cui sottolinea il degrado dell’Italia ai tempi di Berlusconi e di una sinistra in riparazione.
"Tanti però mai detti a caso", questo il ricordo di Gene Gnocchi, altro maestro dell’uso della parola, quel dubbio proposto al lettore o al telespettatore una via di fuga dal modo di fare notizia, di porgere e manomettere le notizie per far concludere magari il servizio con il commento dell’amico politico.

E’ di pochi giorni fa la notizia dell’ennesima causa vinta da Beha, purtroppo scomparso a Maggio, per esercitare quel diritto di parola e di pensiero, negato ad un giornalista libero e indipendente come lui, era una condanna ad essere segregato in casa. E dire che non era stata la prima volta che la Rai si comportava con lui in questa maniera. I fatti dell’ultima condanna per la quale la Rai dovrà risarcire gli eredi con 180mila €, risalgono agli anni tra il 2008 e il 2010, in cui il Caporedattore di Rai Sport Beha era pagato per non lavorare. Un sogno per tanti italiani ma non per lui, come si può zittire una voce libera e vera? In quel periodo ebbi modo di incontrare più volte Oliviero, prima perché ebbi l’onore di moderare alcuni dibattiti in compagnia tra gli altri di Travaglio ed Elio Veltri con il quale poi Oliviero iniziò anche un percorso di attivismo politico con “la Lista Civica Nazionale”.
Interessante ricordare questo prologo dei M5S, che morì prima ancora di nascere (2007) per la rottura di Beppe Grillo che si staccò dagli amici firmatari (tra questi Dario Fo&Franca Rame, Pancho Pardi, Barbacetto, Tabucchi, Travaglio e tanti altri) dopo il Vaffanculo Day e prima di fondare con Casaleggio il Movimento 5 Stelle. Oliviero in compagnia di Elio Veltri ne era un puro promotore, sottolineando di non avere alcuna intenzione di candidarsi, per risollevare l’Italia del Non voto e quella del voto… perso! Ma Grillo offeso per la locandina che spingeva all’organizzazione della Lista Civica Nazionale dopo il Vaffaday tolse la sua firma facendo così pendere tutto sul M5S.

Oliviero aveva dovuto lottare contro il Mobbing Rai altre volte. Nel 2004 la prima condanna per la forzata inattività del talento fiorentino (come tenere in panchina un numero 10!), ancora nel 2007 la carica da vicedirettore era ignorata anche dopo la sentenza che condannava la Rai che gli concedeva solo 2 minuti nel Tg3 delle 19 della domenica! 2 Minuti a settimana! Anche per “Brontolo” fu risarcito di 1.300 € a puntata poiché la Rai non voleva riconoscere la paternità nonché l’esserne autore e conduttore, altro oltre lo stipendio! Il suo ultimo programma tv, Telepatia fu relegato in terza serata su Rai Tre (esiste la terza serata?) mentre nessun collega in Rai si “permetteva” il lusso di invitarlo nemmeno come opinionista. Era ovviamente “non gradito” in quella Rai dove ogni direttore di nomina politica fa il capiservizio, poi anche se tornano a fare i “giornalisti” mantengono la paga da Capo. Tutti capi … e pochi giornalisti in Rai !

Per questo ho deciso di dedicare non solo un omaggio, ma un percorso di incontri che nel promuovere l’ampia bibliografia (ed interessanti apparizioni in Tv) di Oliviero siano da esempio per un giornalismo vero ed indipendente, che deve restare il “Quarto potere” indipendente dagli altri e non cadere nel mix che vuole il mondo Media asservito alla Politica.
Unica nota positiva in questi anni e che senza il finanziamento ai giornali di partito carta straccia come la Padania non sono più pubblicati. Ringrazio la figlia Germana per la sua presenza a Polignano per l’omaggio di Sabato 23 Settembre e per avermi garantito l’appoggio della famiglia per iniziative editoriali e per l’organizzazione di un Premio Giornalistico e Letterario “Oliviero Beha”.


Raimondo Cucciolla

 




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