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Xylella Fastidiosa: una questione spinosa!


2007 -2015 dal primo caso di essiccamento alla drastica decisione dell’eradicazione

Continua l’eradicazione di esemplari secolari. Sarà davvero necessaria? I contadini pugliesi si oppongono, le tradizionali pratiche agricole potrebbero da sole evitare l’essiccamento e la propagazione del batterio. Ancora alcuna evidenza scientifica a sostegno delle operazioni imposte dalle Istituzioni.
Sebbene i primi casi di disseccamento degli ulivi risalgano al 2007, è solo nel 2013 che l’OFR, in seguito ad alcune segnalazioni nel territorio di Gallipoli, s’interessa al problema.
Ottobre 2010: presso lo IAM (Istit. Agronomico del Mediterraneo) di Valenzano (Ba) si svolge un seminario scientifico volto allo studio del batterio Xylella Fastidiosa, non ancora presente ufficialmente in Europa, ma introdotto per l’occasione sul territorio italiano. Da qui partirà un esposto alla Procura della Repubblica per l’ipotesi di reato a carico di ignoti di “Diffusione colposa di malattia delle piante e degli animali” (art.500 c. p.).
15 Ottobre 2013: Il Cnr- Istituto di Virologia vegetale di Bari (nota n. 16/2013) evidenzia il ritrovamento di diversi agenti patogeni, tra cui: zeuzera pyrina, una larva che scava “gallerie” all’interno dei tronchi, consentendo vie d’accesso ai patogeni; funghi lignicoli (phaeocremonium parasiticum, P. rubrigenuun, P. aleophilum, P. alvesii, Phaemoniella spp.); la presenza di un patogeno da quarantena, Xylella Fastidiosa, inserito nella lista di massima allerta dell’EPPO ( Org. Eur. Protez. Piante) per le gravi ripercussioni riscontrate in esperienze extraeuropee su vite, agrumi, caffè.
18 Ottobre 2013: la Regione emana la Delibera per l’emergenza del controllo e della eradicazione del batterio da quarantena Xylella Fastidiosa associato al complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CO.DI.RO)
Nonostante l’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) non abbia rilevato alcun successo nella strategia eradicativa e non vi sia alcuna evidenza scientifica che attesti una correlazione diretta tra batterio e disseccamento, il Cnr e l’Osservatorio Fitosanitario Regionale, sostenuti con forza dalle associazioni di categoria (Coldiretti in prima fila), intraprendono una campagna allarmista incentrata sul batterio XF, trascurando qualunque altra concausa. È cosí che gli Enti coinvolti, appoggiati incondizionatamente dai media, propagandano come uniche soluzioni possibili le eradicazioni delle piante infette (piante in cui il batterio è presente anche in assenza di sintomi) e massicci trattamenti con fitofarmaci.
Aprile 2014: vengono eradicate 104 piante in 5 focolai ( Trepuzzi, Copertino, Surbo, Galatina e Sternatía).
Febbraio 2015: G. Siletti viene nominato “Commissario straordinario per l’emergenza Xylella” ed emana il piano d’intervento che prevede una prima fase di lavorazioni del terreno (fresatura, erpicatura) per eliminare le larve del presunto insetto vettore, potature (a carico dei conduttori), pulizia di fossi e di canali.
La seconda fase del piano impone l’estirpazione delle piante infette, che sono riconosciute tali anche solo attraverso esame visivo (D. M. 26/09/2014) senza alcun riscontro scientifico, contraddicendo il comma 1 dell’art. 3 del Decreto che parla invece di analisi annuali di laboratorio. La terza fase prevede massicci trattamenti insetticidi atti all’eliminazione delle popolazioni d’insetti vettori (cicalina e sputacchina).
29 Marzo 2015: a seguito dell’emanazione del piano cresce una mobilitazione popolare che culmina in Piazza Sant’ Oronzo a Lecce e vede la partecipazione di 20 mila persone.
13 Aprile 2015: malgrado le azioni di resistenza popolare, nel “focolaio” di Oria (Br) vengono tagliati sette alberi plurisecolari, recidendo con moto-seghe i tronchi a circa un metro d’altezza e lasciando tutto il materiale di risulta sul campo (in totale inosservanza del decreto nel quale si parla di distruzione in loco del materiale infetto).
Diverse associazioni del territorio supportate anche in sede europea da Peacelink, hanno condotto sperimentazioni tese allo studio degli effetti delle pratiche agricole tradizionali sugli alberi affetti da Xylella, senza ricorrere all’utilizzo di pesticidi e ottenendo risultati interessanti mai però opportunamente considerati dalla comunità scientifica istituzionale.
18 Maggio 2015: la Decisione di Esecuzione dall’Europa individua una “zona delimitata” (“zona infetta”: Provincia di Lecce e Oria; “zona cuscinetto”: 10 km intorno alla zona infetta) e una “zona di sorveglianza” in un raggio di 30 km adiacente alla provincia di Lecce, prevedendo sia l’uso di fitofarmaci sia numerose eradicazioni in queste zone.
29 Giugno 2015: pubblicazione sulla G.U. del Decreto ministeriale del 19 giugno 2015 “ Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica Italiana” che recepisce applicandola la Decisione di Esecuzione dell’UE.
7 Luglio 2015: alle prime luci dell’alba, vengono eradicati 47 ulivi in contrada Frascata (Oria), con uno schieramento di centinaia di forze dell’ordine che impediscono ai proprietari, ai cittadini accorsi e persino al sindaco del Comune di presenziare nelle operazioni.
20 Luglio 2015: il Commissario europeo, insieme al Ministro delle politiche agricole M. Martina ed al Presidente della Regione Emiliano, annunciano in prefettura la lotta al batterio (non supportata da dati scientifici) e gli espianti (35 mila esemplari da abbattere) con l’invio di altri 500 uomini del Corpo Forestale dello Stato per consentire lo svolgimento delle operazioni.
In molti comuni salentini fioccano le sanzioni (1000 euro) per chi non ha aderito al piano Silletti, che prevede l’acquisto dei pesticidi (attestato da fatturazioni che vanno conservate per tre anni).
Attualmente sono attivi dei presidi permanenti h 24 negli oliveti di Oria e Veglie con “sentinelle” anche nelle altre zone soggette a tali misure. Il Popolo degli Ulivi ha messo a disposizione assistenza legale gratuita per i contadini che coraggiosamente si uniscono nell’opporsi all’eradicazione degli alberi e che presentano ricorso alle multe imposte dal piano Silletti.
Si tratta di disposizioni governative che, oltre a ledere gli interessi dei produttori olivicoli, distruggono irrimediabilmente un patrimonio naturale secolare, che è tra i più invidiati al mondo e su cui si basa la nostra dieta mediterranea, in definitiva la nostra cultura.
L’Ulivo per la Puglia è molto di più di una fastidiosa xylella: è bellezza, vita, salute, memoria, la creazione della natura per i figli che verranno. Per questo sconfiggere e prevenire il disseccamento degli ulivi significa occuparsene con la massima serietà e attenzione senza prendere decisioni affrettate, che si rivelino letali per i millenari ulivi. Crediamo che per attuare scelte cosi estreme (come l’eradicazione degli alberi) si dovrebbero per lo meno condurre studi meticolosi capaci di considerare la complessità del fenomeno indagato e le disparità di prospettive all’interno della stessa comunità scientifica. Si tratta della qualità della nostra vita presente e futura, uniti possiamo assumercene la responsabilità!
Tatiana Danese
 




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