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Le Città Metropolitane…

I cittadini attivi vogliono eleggere Presidente e Consiglieri, ora di nomina politica.
Ecco la proposta di legge di iniziativa popolare per l`elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano, condivisa da due Comitati promotori di Milano e Bari.

La politica delle chiacchiere da decenni fa la finta di tagliare Il Mostro Burocratico Amministrativo Italiano, tra i tanti ed inutili Enti, partendo dalle Province.
Dieci realtà con grandi aree metropolitane hanno solo cambiato nome. Roma Capitale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria (operative dal 1° gennaio 2015, per effetto della Legge 7 aprile 2014 n.56, conosciuta come Legge Delrio), hanno visto il Palazzo della Provincia cambiare solo nome: Città Metropolitana.
Dal punto di vista amministrativo e gestionale, partendo dal Federalismo che ha dato autonomie e poteri decentrati dallo Stato agli Enti periferici, le Aree Metropolitane dovrebbero, pensando positivo, “costringere il capoluogo (dell’ex provincia) a concertare azioni territoriali - collaborando - con i piccoli comuni dell’Hinterland. Pensiamo alle strade, alle scuole, alla valorizzazione del territorio e tanti altri settori vitali. Bari contava 1milione e mezzo di abitanti fino alla creazione dell’ennesimo spreco italiano chiamato Bat. Quella Nuova Provincia (altro che taglio) costituita in Primis da Barletta, Andria e Trani (che hanno litigato per anni per dividersi uffici e assessorati) con Canosa, Bisceglie e altri paesini o paesotti a farne parte. Quindi ora senza le città/paesi della Bat, 1.266.379 sono gli abitanti della Città Metropolitana di Bari, quinta in Italia per popolazione dopo Roma, Milano, Napoli e Torino.

Concertare e cooperare. La volontà di alcuni battaglieri cittadini che da anni inseguono la trasparenza ed il controllo del meccanismo burocratico spostarsi dallo Stato alle Regioni ai Comuni fino alle Circoscrizioni (ora Municipi) ora deve servire ad una promozione della cooperazione tra forze locali (imprenditori e associazioni…Unitevi!!!) per poter al meglio far spendere o meglio ancora pianificare i contributi europei e statali che saranno assegnati alle città (aree) metropolitane.
Lasciando l’indirizzo politico ed organizzativo della spesa Pubblica (Bandi trasparenti ben fatti e Utili!) alle Istituzioni e la progettualità agli attori del territorio magari concertando con gli Enti locali per sfruttare al meglio location e tempistiche. Ma per fare questo non vogliono che Presidente e Consiglieri siano eletti dagli stessi politici che siedono nei comuni aderenti.
Siano esse aziende con fatturati milionari sia associazioni che spendono il loro tempo per le esigenze più pratiche e comuni dei cittadini, in primis è il territorio “Privato” che deve rispondere, troppo spesso intento a mendicare alla politica portando avanti ognuno per se piccoli progetti. Individualismo e Concorrenza sleale da abolire.
Quindi urge una Critica Costruttiva ed una Certezza che per essere una Buon Territorio bisogna unire professionalità con progetti ambiziosi quanto utili, capaci di spendere fino al centesimo di € i finanziamenti pubblici che altrimenti a volte (troppe) vengono spesi male se non addirittura nemmeno pianificati e quindi persi.


IL COMITATO PROMOTORE nell’Area di Bari a sostegno della legge di iniziativa popolare per l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano è costituito da battaglieri rappresentanti della vera società civile (vera perché a volte il termine è stato utilizzato da soloni politici per finte liste civiche).
Francesco Posca ha lanciato la news che per la Città metropolitana di Milano un comitato promotore trasversale si stava spendendo a sostegno di una legge di iniziativa popolare sull’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano. Colui che da anni si concentra e promuove il controllo popolare sul decentramento a Bari, Antonio Gadaleta è volato così a Milano ad incontrare il “Comitato gemello”facendo così nascere una sinergia.
Il Comitato Milanese promosso da autorevoli firme come Roberto Biscardini, Giorgio Galli, Fiorello Cortigiana, Marco Cappato ed altri) ha posto le basi per modificare la proposta di legge che normalizza e supera le diversità dalla legge istitutiva delle Città metropolitane laddove prevede percorsi distinti per l’elezione diretta a seconda della popolazione (art. 1 comma 22).
Gadaleta affiancato da Peppino Anaclerio, già dirigente e v.segretario comunale, ha proposto due integrazioni alla proposta di legge che sono state accolte (e che fanno parte del testo pubblicato integralmente alla fine dell’articolo nel comma 8 in rosso).
Tornato a Bari, Tonino Gadaleta con amici di battaglie sociali come il Dr. Leonardo Damiani ha riunito il Comitato barese a Santo Spirito (frazione sul litorale nord di Bari) raccogliendo molte adesioni Ora l’appuntamento è per Lunedì 27 Luglio alle 9.45 in Cassazione per il deposito della Proposta di Legge in buona compagnia con gli amici milanesi.
A settembre per la raccolta delle sottoscrizioni sarà organizzato un evento con il Comitato promotore di Milano per una “Giornata sulla Legge di Iniziativa Popolare per l’Elezione Diretta del Sindaco e del Consiglio metropolitano”

Raimondo Cucciolla
Nella foto il lungomare di Bari il cui Skyline vede svettare l`inconfondibile Palazzo della Provincia

Proposta di legge d’iniziativa popolare per l’elezione diretta del sindaco e del consiglio della città metropolitana
Elezione diretta del sindaco e del consiglio della città metropolitana
Art. 1 Elezione diretta del sindaco metropolitano

Gli elettori dei comuni della città metropolitana eleggono a suffragio universale e diretto il sindaco metropolitano con sistema maggioritario, contestualmente all’elezione del consiglio metropolitano. Ogni elettore riceve una scheda elettorale riportante esclusivamente i nominativi dei candidati sindaci affiancati dal rispettivo contrassegno. È proclamato eletto il candidato sindaco che riporta la maggioranza relativa dei voti. Si procede ad un secondo turno elettorale tra i primi tre candidati più votati se i votanti non raggiungono il 50% degli elettori
Art. 2 Elezione del consiglio metropolitano
Il territorio della città metropolitana è suddiviso in un numero di collegi corrispondente ai quattro quinti, con arrotondamento per difetto, del totale dei consiglieri da eleggere. I collegi, di equivalente dimensione demografica, comprendono preferibilmente comuni e municipalità intere, sono deliberati dalla conferenza metropolitana a maggioranza qualificata dei tre quinti. In caso di inadempienza provvede il prefetto con proprio decreto. Ogni consigliere rappresenta l`intera città metropolitana. Gli elettori di ogni collegio uninominale ricevono una seconda scheda elettorale riportante esclusivamente i nominativi dei candidati consigliere con relativo contrassegno.
È eletto consigliere al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei votanti nel collegio. Si procede ad un secondo turno tra i primi tre candidati più votati anche se ha votato meno del 50% degli elettori del collegio. L’ufficio elettorale determina i collegi rinviati al secondo turno e i candidati ammessi.
Un quinto dei seggi sono assegnati ai candidati non eletti, in base alla graduatoria decrescente delle percentuali di voti sui votanti riportate nei rispettivi collegi al primo turno.
Art. 3 Indizione delle elezioni
Il sindaco metropolitano 90 giorni prima del voto indice le elezioni, con decreto pubblicato all’albo pretorio della città metropolitana e dei comuni interessati unitamente all’elenco dei collegi uninominali, fissando la data dell’eventuale secondo turno.
Art. 4 Candidature
Sono candidabili a sindaco e consigliere metropolitano tutti gli elettori italiani. La candidatura a sindaco metropolitano è sottoscritta da mille a duemila elettori residenti in tutti i collegi uninominali della città metropolitana.
La candidatura a consigliere metropolitano è sottoscritta da duecento a duecentocinquanta elettori del collegio. Le sottoscrizioni sono autenticate secondo le modalità previste per le elezioni comunali, art. 3 legge n. 81 del 1993, anche dal sindaco metropolitano o suo delegato e dai consiglieri metropolitani. Le sottoscrizioni possono essere effettuate anche con modalità telematica tramite posta certificata.
Tutte le candidature sono pubblicate sia all’albo pretorio che sul sito internet della città metropolitana, unitamente alla documentazione prodotta. Anche gli atti dell’ufficio elettorale sono pubblicati nel medesimo sito internet.
Art. 5 Presentazione candidature
Le candidature sono presentate al competente ufficio elettorale tra il 45° e il 44° giorno antecedente il voto allegando: certificato del casellario giudiziale, dichiarazione di non avere carichi giudiziari pendenti per reati che possano comportare incandidabilità, ineleggibilità o incompatibilità con la carica elettiva e di non essere sottoposto a misure di prevenzione o sicurezza, dichiarazione di non essere candidato in altra città metropolitana o provincia, il programma amministrativo che intende realizzare, curriculum vitae, simbolo identificativo da riportare nella scheda elettorale e le sottoscrizioni autenticate. Contro le ammissioni e le esclusioni si applica l’art.129 del codice del processo amministrativo.
Art. 6 Verifica delle candidature. Parità di genere
L’ufficio elettorale verifica le candidature entro due giorni e compone la lista dei candidati sindaco e le liste dei candidati per ogni collegio. Inoltre, verifica tra quanti utilizzano il medesimo simbolo identificativo, che nessuno dei due sessi sia superiore al 60 per cento, pena l’esclusione. I candidati sindaci non possono candidarsi per l’elezione del consiglio metropolitano.
Art. 7 Rendicontazione degli eletti
Il sindaco e i consiglieri metropolitani rendicontano le spese sostenute per la campagna elettorale e l’attività amministrativa in una apposita sezione del sito internet della città metropolitana.
Art. 8 Disposizioni di coordinamento e attuazione
Per tutto ciò che non è disciplinato dalla presente legge, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del decreto legislativo n. 267 del 2000, la legge n.122 del 1951 e del testo unico per le elezioni comunali D.p.r. n.570 del 1960.
Le modalità di attuazione della presente legge saranno contenute in apposito regolamento da adottarsi entro tre mesi.
Con l’entrata in vigore della presente legge tutte le città metropolitane sono tenute ad adeguare i propri statuti alle nuove norme e indire l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano entro e non oltre un anno dall’approvazione della legge.
Sono abrogate le disposizioni del comma 22 e quelle inerenti le modalità di elezione di secondo grado del sindaco e del consiglio metropolitano della legge n. 56 del 2014. Il sindaco e i consiglieri metropolitani sono equiparati agli organi del comune capoluogo rispettivamente per l’indennità di funzione e il gettone di presenza come previsto dall’art. 82, comma 8, del D.lgvo 267 del 2000.

Art. 9 Cittadini dell’Unione europea
I cittadini dell’Unione europea residenti in un comune della città metropolitana possono partecipare al voto e candidarsi per il consiglio metropolitano con le modalità e le procedure previste per le elezioni comunali.
Art. 10 Copertura delle spese
Gli oneri sostenuti dai comuni e dalla città metropolitana per l’organizzazione e lo svolgimento delle elezioni metropolitane sono interamente rimborsati dallo Stato.
Art. 11 Entrata in vigore
La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
 




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