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CANDIDATI ed ELETTORI

LE RAGIONI DELLE CANDIDATURE E LA POLITICA DEL FAR CHE?

La politica la devono fare, tutti i giorni, molti più cittadini. Dicasi Partecipazione e non aspettare che le cose siano altri a migliorarle.
di Raimondo Cucciolla

Un ossimoro. La mia scelta di non candidarmi con il mio credo, ancor più in questi lustri da ANNO ZERO della politica, che tutti coloro che hanno da dire qualcosa, che hanno idee per cambiare le istituzioni, devono far politica. Per questo faccio gli auguri a tutti i candidati, chiedendo loro di non lasciare il giorno dopo le elezioni il mondo dei partiti, che vanno vissuti e cambiati ogni giorno, non firmando la candidatura 2 mesi prima, ma vivendoli fino a sostituire da dentro le strutture Oligarchiche.
Devo sottolineare i miei perché, a tutti gli amici che negli anni hanno auspicato una mia carriera (e forse qui l’errore principale di molti) per una candidatura che può essere, nel mio caso, inutile.
Porterei acqua ad un mulino che non sento mio. Ad un gruppo di persone che non conosco, con le quali non ho partecipato ad una vita di partito, che dovrebbe essere confronto di idee, progetti.
E sono contro l’individualismo che specie in politica spinge in tanti a farsi avanti per raggiungere l’obiettivo di una poltrona. Si, non mi sento rappresentato. Come tanti italiani. Non cerco una poltrona (che per me sarebbe scomoda) per uno stipendio.
Faccio l’editore indipendente, mestiere che mi ha folgorato dall’età di 23 anni e credo e punto da sempre sul mio lavoro che tende a comunicare, come principale scelta professionale ed a unire persone e aziende su progetti che migliorino le condizioni lavorative degli uni e degli altri, nella visione di un miglior servizio/prodotto da collocare nel mercato, meglio dire da offrire a chi vuole condividere.
Ed in più un giornalismo indipendente serve a migliorare la politica (e i Media stessi) e molti Media "partitocratizzati", o meglio sovvenzionati, perchè di parte non posso fare vera informazione, intenti come sono ad Elevare il proprio capo e denigrare gli altri.
La mia visione cozza da anni (quasi 20) con una società individualista, concorrenziale (nel peggiore dei modi, scorretta) che tende invece di cooperare a chiudersi a riccio all’interno dei propri personali interessi senza capire, a volte per mancanza di capacità analitica e matematica, che ognuno di noi (vale anche per le aziende) vive meglio in un mercato capace di crescere guardando all’insieme del proprio territorio, del proprio settore specifico e di altri comparti che hanno qualcosa da condividere.
Bisogna avere una mentalità aperta, vedere dal proprio piccolo al mondo esterno, troppo ampio per molti.
A 30 giorni dalla campagna elettorale tanti iniziano a ricevere inviti a votare questo o quell’amico. Chi più chi meno inizia ad essere quasi infastidito. Sceglierà, per le amministrative chi conosce meglio magari senza vedere il “marchio partito” vista la confusione politica che, specie a livello nazionale, porta ad assimilare tutti da sinistra e destra, nel Centro delle grandi intese, “per mangiare”.
Chi ancora sbandiera appartenenze rosse o nere è anacronistico. Bisogna ricordargli che gli ultimi attori, i CapiMastri sinistrati e destronzi, hanno fatto finta di litigare dividendosi poltrone e potere che hanno portato l’Italia al debito pubblico economico e di valori. Sembra essere tornati al periodo democristiano e se Renzi sembra quell’evoluzione non è un caso.
Perché i Dc finirono chi a destra chi a sinistra, non a caso creando il centro-sinistra ed il centro-destra.
Le grandi intese non sono altro che l’arroccamento del sistema (vedi il Cencelli) di divisione di poltrone e potere.

Tutti simili, con i volti stranoti e mai capaci di mettersi da parte, con dall’altra parte l’ira popolare che prende le sembianze del comico, da anni tragicomico nel suo raccontare l’Italia.
Il Movimento 5 stelle è la reazione, con l’unico enigma-problema dell’autorganizzazione territoriale e del passaggio dal web alla strada del governare, che raccoglie adesioni incazzate e SEMPRE CONTRO… le truffe, gli scandali e le incapacità dei partiti e dei loro padroni e padrini. Opposizione dura e pura a cui si chiede di diventare Maggioranza per cambiare le cose. Altrimenti facciamo solo veleno?
Nel frattempo Renzi da buon toscanaccio, fa l’attore al potere. Ma per tutti, in primis ora Lui, il Renzi poi i nuovi M5S o le giovani “Ministre”, valgono i fatti e la forza di cambiare l’Italia.
Per cancellare i ricordi del Dopo Mani Pulite che niente ha cambiato anzi volendo tutto ha abbassato a livelli ancora più bassi tra lo stile Berlusconi e quella della Sinistra che l’ha fatto vincere e Governare, bisogna fare cose chiare, utili e diverse. Per milioni di italiani l’invito è di non aspettare da questa politica, il cambiamento, ognuno di noi può fare buona politica quotidiana. Bisogna muoversi perché il tempo che passa senza cambiamenti e fatti, è tempo perso.
 




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