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CORPI DI GLORIA di GIULIANA ALTAMURA.

UNA PEYTON PLACE IN SALSA PUGLIESE : VACANZE SULL `ADRIATICO CON DELITTO
di Romolo Ricapito

E` partito benissimo il primo romanzo della barese Giuliana Altamura dal titolo "Corpi di Gloria", Marsilio, 16 euro , ambientato nell`immaginaria" località di Riva Marina. Trattasi di una sorta di peccati di Peyton Place in salsa pugliese, come vedremo.
Altamura ha voluto rappresentare le vacanze estive come momenti ricchi di tedio, disvalori e inazione da parte di un gruppetto di benestanti baresi con al centro Gloria, la protagonista.
Completano il quadro il fratello Andrea, Michael (legato da un rapporto ambiguo ad Andrea) l`amica Cristina, un po` saffica e un po` facilona con gli uomini e pochi altri. Il romanzo infatti include i giovani ma esclude quasi totalmente gli adulti, ad eccezione della madre di Gloria, Sara, e della nonna malata terminale, relegata in una stanza della villa. Un ananas inghiottito ferocemente (pagina 22) è la rappresentazione metaforica della personalità di Gloria, desiderosa di vivere ma in realtà mera `osservatrice della realtà.
Abbastanza indifferente al mondo circostante, la si vede dapprima legata morbosamente all`amica Cris, ma contemporaneamente esitante negli approcci maschili.
La Riva Marina della storia è paragonata a Los Angeles per le palme onnipresenti, ma anche per i bar del nome americano (Malibu, pag. 25). Ovviamente i personaggi fumano erba e pronunciano in inglese: nothing happens (pag.33) ovvero , a Riva Marina non accade mai niente . Proprio perché annoiati dalla vita, ecco pronte delle pasticche (non certo aspirine!) da ingurgitare col rum, mentre per trasformare una serata in qualcosa di particolare si devasta la villa del vicino un po` guardone (pagina 37).
In questo contesto, Gloria si mette a leccare la vodka caduta sul pavimento. Non mancano le risse per omofobia; Nic, per avere insultato Andrea (tra i due, ubriachi, c`è stato un "avvicinamento", poi Nic , resipiscente, tratta male, l`altro perché "troppo gay"). Mal gliene incolse, al povero Nic. gli spappolano la testa con un secchiello per il ghiaccio. "Un cadavere a Riva Marina? La capitale della Noia Eterna" si legge nel testo.
Andrea finisce indagato, mentre l`amica Cris abborda uno sconosciuto in un locale. Tale sconosciuto le farà la festa in auto, mentre sudato abuserà di lei, per poi abbandonarla fuori del villaggio... Giuliana Altamura ha scelto la cifra dei giovani senza valori, annoiati, non certo poveri e che rimandano ai romanzi dell`americano Bret Easton Ellis, in particolare Meno di Zero.
Nulla sembra essere cambiato dagli anni Ottanta, anzi sì: pare che l`autrice non abbia voluto approfondire le trasgressioni dei personaggi; tutto allora resta in superficie, dalla rappresentazione dell`omosessualità a quella della ninfomania, all`abuso di droghe. Ovvero, nel romanzo c`è un po` di tutto, ma moderatamente. Più che delle persone in vacanza, i giovani di Corpi di Gloria sembrano essere corpi sospesi nell`anticamera di un inferno. In pratica: il più simpatico ha la peste...
Esistono delle evidenti similitudini , molto accentuate, col villaggio di Rosa Marina presso Ostuni (Br) meta dei figli dei professionisti baresi.. L`episodio del secchiello di ghiaccio- killer sembra mutuato da un fatto simile, avvenuto nell`agosto del 2011 e del quale riferirono i quotidiani italiani. Sul Giornale on line del 13-8- 11 si legge,ad esempio di "uno studente barese di 17 anni gravemente ferito alla testa con un secchiello per il ghiaccio.
Una aggressione in piena regola da parte di un gruppo di bulli, pare anche loro minorenni, nei pressi di un disco-bar nel centro residenziale balneare di Rosa Marina; Le condizioni del ragazzo sono gravi a causa di un trauma cranico commotivo, un ematoma e una frattura alla regione frontale sinistra e una ferita lacero contusa al cuoio capelluto".
E` dunque probabile che Giuliana Altamura, che attualmente vive tra Milano e Parigi (laurea in lettere moderne, specializzata in filologia, master in sceneggiatura) abbia mutuato degli avvenimenti reali in romanzo, avvicendandoli con la sua fantasia e con reminiscenze giovanili. Nel romanzo è indicato anche un Gran Hotel; Gran Hotel è anche il nome dell`unico albergo situato dentro Rosa Marina. Ma al di là della verifica di queste somiglianze, l`opera di Altamura vuole focalizzare l`attenzione su un periodo morto di alcuni suoi personaggi , laddove vacanza non è sinonimo di condivisione, crescita e scoperta, ma si caratterizza invece come un`esplosione di varie infelicità e aggressività, che sfociano nel dramma. Un dramma che da personale diventa collettivo.
 




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