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Quel Baffetto malefico…

Che vada in pensione alla deriva con la sua barchetta!

Per chi desidera farsi del male o meglio per chi vuole, come giusto che sia, avere una propria opinione sui pensieri le Opere e le “ Omissioni”del Leader Maximo D’Alema, colui che da 20 anni comanda quello che era il Partito delle Botteghe Oscure, può leggersi “Chi ha sbagliato più forte”, titolo che è tutto un programma, del libro di Marco Damilano che ha come sottotitolo “Le vittorie e le cadute, i duelli dall’Ulivo al Pd” edito da Laterza.
Da un estratto pubblicato sull’Espresso, il baffetto si parla molto addosso. Dicasi si Autoincensa.
Si può leggere che è stato colui che più ha voluto la legge sul conflitto d’Interessi, dichiara che il giorno dell’infausta scelta di candidare Prodi a Presidente della Repubblica era tra i tanti assenti alla pseudo fondamentale riunione e sostiene che la colpa non è di chi ha imposto il nome ma di chi non si è motivatamente opposto alla scelta, una delle tante e chiare sconfitte “volute”.
Oppure i suoi ricordi di come Gianni Agnelli gli fece i complimenti “lei è bravissimo…uomo di grande prestigio, ma da noi non le sarà mai riconosciuto”.
Da politologo, il continuo farfugliare su quella leadership nel partito del Centrosinistra, di cui lui è stato sempre il Leader dietro le quinte, il Manovratore-Inciucione, la “Malombra grigia”, il felice Perdente (Lucky Loser) capace di rastrellare un costante tornaconto in Poltrone di potere per i suoi dalemiani e danari concessi dalla spartizione dello Stato-Partitocratizzato.
E del “partner Silvio” racconta che, nei giorni della Morte già scritta con la sua firma di Bersani, avrebbe ricevuto “dopo anni” una telefonata dal Cavalier per chiacchiere su i possibili nomi condivisibili per la travagliata vicenda del Presidente della Repubblica. Ovviamente il vero nome che Berlusconi e i suoi giovani parlamentari avrebbero gradito era, udite udite Lui. D’Alema sempre e solo lui al comando, garante ad ampio spettro di una politica che vive di questo. Quel NonFacciamociDelMale” confermato in Parlamento tanti anni fa nel celebre intervento di Violante che si lamentava con Silvio e Co. per non aver mantenuto i patti dell’inciucio.
Se non ve ne siete accorti sono un convinto “ANTIDALEMIANO” pertanto sarei felice di ricevere critiche per questa mia presentazione, ovviamente dai Dalemiani. Ma, la Storia la si fa stando al Potere (o manovrandolo cosa che Grillo non ha capito) e lui ci è sempre stato dentro, come uno Squalo, facendo la parte di colui che non si sporca le mani (noto il suo pentimento per aver fatto per pochi mesi il governicchio D’Alema) credo che leggere le sue dichiarazioni così chiare e lontane dalla realtà di questi ultimi decenni di una Sinistra prona e dedita alla sconfitta davanti a Sua Altezza il Cavaliere, valga quanto un testamento.
Serve che siano i dalemiani a cambiare regista e registro o che arrivi il Nuovo “Renzi” e non il prossimo prescelto dalla Oligarchia dalemiana a future sconfitte o vittorie di misura, capace di far ingrigire quel baffo o meglio ancora che ci faccia veder bruciare come le stoppie, quei baffetti che farebbero solo tanto fumo e niente arrosto. Come hanno fatto sempre e comunque.
Raimondo Cucciolla

P.S..Per chi non l’avesse capito in pensione insieme a D’Alema dovrebbero andarci tutti coloro che giostrano in Parlamento da 20anni. Solo senza i vecchi manovratori si potrà condurre diversamente il Paese
 




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