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Il progresso è (anche) regresso?

Tecnologia e web il progresso dis-avanza!
Il must (per molti) da decenni è avere il telefonino più moderno, il web ha aperto al mondo la conoscenza gratuita, lo scambio di idee, il potersi senza muoversi da casa “fare” tante cose velocemente e tante volte a costo zero.
Ma dietro ogni “moderna” tecnologia nasce una malattia oltre ad un consumismo sfrenato.. Ragazzi (e non) attaccati al telefono multifunzioni o al computer ed ai social network… si spengono.
Si annulla ogni contatto con natura (sport) e con le persone nude e crude vissute con un contatto così meno umano e tanto più virtuale. La strada, che a tanti ha insegnato, è diventata negli anni un incubo dei genitori che per paure di cattive compagnie e droghe (quelle Reali) quasi preferiscono evitare le ore d’aria.
Meglio a casa che fuori, nel mondo crudele ove un figlio non puoi “controllarlo”.
E se per certo il consumismo vive di tecnologia iper pubblicizzata che magari si “autodistrugge” dopo solo 2 anni (per difetto di fabbrica “stabilito”) l’esatto contrario pensano le nonne o gli anta che rimangono attaccate a quel “vintage” che è durato, ha vissuto decenni, senza rompersi. Altro mercato che tanto vive di un più economico e sostenibile riuso o meglio riadattato e non cestinato prodotto.
Un mp3 si rompe più facilmente di una radio della nonna pesante soprammobile e sembra avere due mercati totalmente distanti.
L’uno non preclude l’altro e chi pensa di fare a meno dell’altro mondo sbaglia comunque. Come in tutto c’è il PRO e il CONTRO e il moderato consumo è diciamo sottotitolo alquanto di moda.
Adottiamolo anche per la tecnologia dunque vediamo i perché…
Il Web che ha aperto le porte alla conoscenza “gratis” alla fine vivrà un’altra vita? Costerà più di quanto oggi non costi? Tutto gratis ha un senso o arricchisce solo pochi?
La musica scorre sul web senza vincoli e il diritto d’autore non vale più niente. Non esistono più negozi di dischi, azzerati dall’MP3 e dallo scarico “illegale” ma irrefrenabile.
E se per un big artista che ha già venduto milioni di copie non fa male, anzi aumenta il cachet dei live, ad un gruppo emergente quanto vale questo mondo immane e perennemente gratuito?
Ed ancora il web ha aperto all’informazione vera da YOUREPORTER, cosa che ha consentito a tanti popoli oppressi in regimi antidemocratici di farsi sentire (gli esempi sono tanti), ma anche qui ha fatto guadagnare pochi (grazie al voler essere protagonista di moltissimi) che hanno approfittato di una piattaforma web ove tutti (o moltissimi) inseriscono contenuti gratuiti. Ed il giornalista che fine ha fatto? O meglio tanti blogger che uniti potrebbero valere molto più di tanti inflazionati giornali perché non si uniscono per cambiare il modo di informare e farlo in maniera professionale invece che per puro protagonismo?
Che fine ha fatto il diritto d’autore?
I blogger diventano così tanti PICCOLI protagonisti ognuno con la propria cultura (sempre e comunque da comprovare o meglio che ammette smentite e da qui il fatto che il web non è la manna ne la Verità…), ognuno può essere qualcUno. C’è anche chi si “autocliccava” un mi piace, per poter percepire qualche spicciolo dai grandi provider che per contratto in base agli “click” elargiscono poche centinaia di €.
Insomma il World Wide Web che da pochi giorni ha festeggiato i 20 anni con un successo assolutamente planetario e imprevedibile, una vera rivoluzione della tecnologia che ha permesso tante NOVITA’ per dirne una di far vincere una campagna elettorale al primo presidente di colore degli Usa, ha cambiato menti, economie, politiche, modi di vivere.
Ed ora che tutto è nuovo, immediato e… coinvolgente ci si accorge anche che l’individualismo sfrenato, l’Essere Io, viene esaltato da questo nuovo mondo che invece, comunica a tutti, a miliardi di persone e all’infinito mondo della conoscenza.
E’ così democratico, permette così tanta conoscenza (di uomini e sapere) da essere un problema. Dell’Io che continua a vincere sul Noi un modo nuovo e virtuale di essere, un modo di fare la rivoluzione senza scendere i piazza. E’ Mai possibile e quanto è realmente più utile?

Guy La Sgrosce
 




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