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IL CANTIERE DEL SUD…

IL CANTIERE DEL SUD…
A Napoli il 20 Novembre una grande festa per il risveglio del Sud
Un gruppo di meridionali decisi ed incazzati, ognuno con la sua storia di battaglie e di impegno culturale, con interessi ambientali, di promozione turistica, enogastronomica, con i ricordi storici vivi, con l`obiettivo di essere attivi per una vera politica del sud.
Si incazzati verso la politica ma anche verso i meridionali che non sono né attivi né attenti.


A Napoli il 20 Novembre, questa è la data per un grande evento per il risveglio del Sud: un modo per incontrarsi, per scambiare progetti e per trovare condivisione.
Il Cantiere del sud (trovate pagina su Facebook) insieme ad altri soggetti e progetti, si propone infatti di aggregare, nella cornice del Palapartenope, associazioni e movimenti meridionali per iniziative culturali, di comunicazione, di sviluppo del lavoro nel sud, attenti ad un nuovo modo di fare politica, attiva, ma senza i marchi dell`attuale partitocrazia.

Meglio pensare ai fatti, progetti seri che sviluppino lavoro, meglio unire per cose importanti e troppo spesso dimenticate come le migliori armi del nostro meridione (enogastronomia, turismo, cultura, arte…) che spesso hanno tante cartucce inesplose, magari nemmeno in canna, capacità dimenticate nei cassetti di Enti o di Potenti fannulloni.
Pensando alla politica dell`affare, del voto visto solo come merce di scambio provo a rigirare la frittata.
La colpa è sempre e solo della politica o anche di chi ha incassato per un voto € o promesse? Chi si è venduto il sogno del cambiamento con le proprie mani ed energie, pensando che la politica dovesse foraggiare un posto di lavoro.
Alla fine il “cambiamento”, e molti sembra ancora non l`abbiano capito, non arriverà mai da un manifesto elettorale o da un politicante, di qualunque schieramento sia ma da una coscienza collettiva, da una società capace di sviluppare lavoro.
Pensare alla politica in maniera attiva, senza deleghe in bianco, per un sud povero di intrapresa attento solo al posto fisso per raccomandazione, che molto spesso è ancora l`unico modo di vedere il lavoro e la nostra società! L`impero Democristiano e poi socialista è finito, questo d`accordo è peggio specie nel semplificare in culi e tette un modo di lavorare in maniera… “spettacolare”, ma ora ci rimane solo da fare una rivoluzione nel quotidiano.
Comunicazione, arte e spettacolo, enogastronomia a km 0, dibattiti questo il gruppo organizzativo cerca di organizzare per trovare dei comuni denominatori su cui costruire una coscienza di un sud che non aspetta favori ma che si impegna organizzando, condividendo azioni e progetti.
Unire un popolo come quello meridionale, capace di straordinarie singole capacità ma che troppo spesso è mancato nello spirito della collaborazione, è sicuramente l`ambizione più grande e al tempo stesso il motivo trainante di 2033 Progetto sud, una delle realtà promotrici più attive, dove ognuno si presenta con il proprio marchio con la propria storia, ma per un futuro che abbia un unico marchio, un comune denominatore, senza dover portare ognuno vessilli e identità individualistiche o territoriali (della serie fuori le mentalità provinciali).
Non solo dal Sud arrivano le adesioni. Anche meridionali residenti nel nord Italia, sognano un giorno di essere rappresentati da un vero Partito del sud, non necessariamente un partito politico, ma un gruppo di azione capace di cambiare le carte in tavola alla politica con i fatti, con progetti concreti.
Non quindi per ora una nuova sigla, non un partito contro i vecchi politici, ma una vera unione di cittadini, che grazie al loro impegno quotidiano sappiano fare politiche attive sul territorio, ognuno magari iscritto nella propria città ad una delle realtà che opera sul suo territorio ma che è in partnership con altri operatori per crescere anche oltre le proprie mura… mentali!
Il Partito del Sud, propositivo e controcorrente, è un sogno. Prima ancora c`è da organizzare una coscienza comune, progetti che diano visibilità ed anima alle idee, che spesso rimangono chiacchiere per incapacità imprenditoriale o mancanza minima di possibilità per lo start-up o ancora per sfiducia nel mercato.
Partendo da quanto di buono l`uomo del meridione sa dare, stiamo cercando di unire un popolo spesso diviso dietro scuse storiche, incapacità, ignoranza e lentezza. Ora non c`è più tempo da perdere. Sono passati 150 anni e l`Italia è stata così fatta cerchiamo almeno di fare dei buoni meridionali.

Raimondo Cucciolla
Comitato organizzatore – Aria Comunicazione
 




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