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SGARBATAMENTE TUTTI…

Si conclude la decima edizione del Festival del Libro possibile a Polignano a Mare4, tra grandi scrittori e inutili Vip…
Nel pre e nel dopo Sgarbi la parola più utilizzata era: CAPRA CAPRA CAPRA!

Un bel festival nella splendida Polignano, merita fiumi di articoli e interviste per i tanti personaggi interessanti passati nella "quattro giorni". Peccato che invece a livello nazionale sia uscita una falsa notizia su un "linciaggio con fuga di Sgarbi". Il pubblico è stato interessato e ben più educato da meritare questo "trattamento".

Sgarbi esce attorniato da quattro vigili urbani (e non da una scorta che non aveva come pubblicato da Repubblica e Corriere con video di una emittente web locale) non lo trovo strano ma sintomatico di come il popolo che segue la nostra società ha tanti nemici più che tanti ideali. Come si può vedere in tv, di cui Sgarbi è maestro disturbatore e urlatore, tutti parlano male di tutti ed il popolo così vuole esprimersi: e lo fa “” ed ecco fischi allo Sgarbi “anti-eolico Vendoliano” o come successo a Polignano allo Sgarbi curatore alla Biennale di Venezia di un padiglione Puglia dove mancava qualche artista magari polignanese.
Colui che ha “offeso” Sgarbi con due medi alzati ed una bevanda volata addosso ad una giornalista indipendente che chiedeva a Sgarbi lumi per gli artisti scelti alla Biennale è stato il motivo scatenante di tutto. Ma Sgarbi non aveva da fuggire a nessun linciaggio, il pubblico voleva anche dire la sua ma aria di violenza proprio No. Era inesistente la storia dello Sgarbi che scappa!
Avrebbe, come ha fatto nella passeggiata accompagnato dalle “Teste bianche polignanesi”, discusso nemmeno animatamente con chi gli parlava contro come anche, con chi gli allungava la mano per complimentarsi con lui.

Fuori da palchi e tv Sgarbi non urla, discute e affronta anche i contestatori. Così come successo a Polignano. Dopo 10 minuti tornava nei vicoli con due accompagnatori ad allungar mani al popolo. Nessuna fuga dunque nessun linciaggio. Solo una dimostrazione di “disapprovazione” che Sgarbi ha incassato (a modo suo ovviamente) a differenza di un Minzolini, molto atteso dai contestatori, che invece ha rinunciato ad un trattamento che sarebbe stato sicuramente peggiore!
Sintomo di come non ci sono simpatie politiche ma più antipatie “at personam”, dove il popolo, non appartenente a nessun partito, ma attivo nella discussione social-politica proprio per la stanchezza atavica nei confronti dei partiti e delle oligarchie (dalemiane o berlusconiane che siano con lo sciame di lecchini giornalisti e non), vede in Sgarbi un bersaglio da colpire con le sue stesse armi. L’insulto.
Si discute, ma non parlando o chiacchierando ma comunicando la propria avversione a questo o quel politico con applausi o, nel caso di Sgarbi con palese contestazione.
Il festival del libro è stato anche una vetrina politica e di Vip. Perché oltre a scrittori puri (tutti i finalisti dello Strega per esempio), ci sono stati, tra gli ospiti magistrati e politici o nel peggiore dei casi, Vip che forse il Loro libro non l’hanno nemmeno scritto, come Martina Colombari, il calciatore LeGrottaglie o il Principe Filiberto dei “Savoiardi”.
Un modo per riempire le piazze e per trasportare il libro all’aspetto più commerciale e di visione della nostra società dove … anche la Colombari racconta la sua vita (ma a chi interessa?) in un libro presentato da Marzullo (si proprio lui con la sua chioma) a cui non si può non saper rispondere alle ovvie domande marzulliane!

GIUSTIZIA tema serio e interessante. Il tema non è valido negli ultimi anni solo per la figura (contestata) di Berlusconi che tra prescrizioni e condanne ai suoi “fedeli Confalonieri” pardon Fedeli bracci destri (Previti, Dell’Utri, il fratello Paolo, dirigenti della sua aziende ect.), ma perché l’onestà italiana, tra mafie e tangenti, tra ruberie e caste abbraccia tutto lo stivale creando quell’ombra grigia che ci fa da decenni riconoscere in tutto il Mondo non solo per il patrimonio artistico, per la nostra Storia, per essere la culla del diritto o dell’attuale Premier!
Dovuta prefazione per dire che Onorevoli e magistrati si sono trovati a discutere di libri con un pubblico molto presente , con “grasse” risate agli interventi del sarcastico Vergassola come di altri ospiti che hanno, e con la propria opinione e preferenza politica (facile constatare che l’antiBerlusconismo era in maggioranza).
Condivisibile o no ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Così Quagliarello o Distaso per il centrodestra, Emiliano, Vendola, Veltroni per il centrosinistra, passando per Minzolini (assente dell’ultimo minuto avrebbe subito critiche già confezionate dal pubblico) , Marzullo, Patruno, Magistà, Romita giornalisti che vivono la professione giornalistica all’interno di strutture con Padroni e Papponi non propriamente indipendenti.
Ma gli occhi e le orecchie più attente del pubblico (che ha riempito gli splendidi vicoli polignanesi) erano per personaggi come Gratteri, Grasso e Ingroia che raccontavano la difficoltà della vita di un magistrato in trincea
Media, Magistrature e politica quindi incroci doverosi quanto pericolosi.

Raimondo Cucciolla

Sempre su www.testieumori.it trovate altri articoli e interviste sul Festival del Libro impossibile.
 




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