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L’ITALIA E LA LIBIA...

UNA FIGURA DI MERDA DIETRO L’ALTRA.

Mentre l’Italia si divide come al solito tra interventisti e pacifisti, il Governo Italiano ancora una volta sul tema Libia dimostra di sbagliare e di non sapere che fare. Per l’ex colonia italiana in mano al Rais “baciamolemani” Gheddafi, dimostra ancora una volta che il Governo di Berlusconi non sa governare ed avere una posizione chiara e immediata, anzi ad un mese dalla crisi non si sa ancora cosa ci fa l’Italia con gli Alleati. La chiamano politica estera!
Francesi e Usa e inglesi (canadesi di scorta) partendo da Napoli (base strategica) attaccano Gheddafi e la Libia (come faranno a non fare vittime civili?!) e nelle dichiarazioni di guerra compare anche l’Italia come Alleato. Ma subito da Roma smentiscono (il chiarissimo Ministro degli Esteri Frattaglie Frattini).
Ma passano 24 ore e tutto cambia stile Berlusconi docet.
Dopo che tutto il mondo ha bloccato i beni di Gheddafi (da settimane) solo l’Italia aspetta di bloccare l’oltre 7% di Unicredit o le partecipazioni in Fiat e Juventus.
6/7 miliardi di € la somma tra beni direttamente riconducibili al Rais ed altri ad entità governative libiche (in suo controllo), sembrano bloccati solo a guerra iniziata, alla Mussolini per intenderci ecco salire sul carro del vincitore il Duce Italiano di HardCore e il suo Governo come per spartirsi la torta della vittoria, gli altri danno ultimatum e fanno la guerra noi porgiamo… le basi.
Ed è il più fascista tra i Ministri, a dimostrarsi più all’attacco che alla Difesa, La Russa dichiara che l’Italia vuole essere alla pari con gli altri alleati (8 aerei e basi per ora dopo vedremo…) subito seguito dal ministro degli Esteri che dice al Tg5 “La partecipazione alla missione internazionale in Libia dimostra che l`Italia non è seconda a nessuno» e che aldilà delle basi, l`eventuale impiego di assetti militari, come gli aerei, è la dimostrazione che vogliamo essere al pari di altri, non partner di serie B”.
Pronti con le mani sul Petrolio (e sul gas) di Gheddafi e i suoi soldi appena sequestrati fanno gola a tutti… mentre Gheddafi inveisce contro tutti e ci da dei traditori, noi incartiamo l’ennesima figura di merda augurandoci che Gheddafi venga soppresso con meno danni al popolo Libico che non vuole più il dittatore ma che ha giù versato troppo sangue che andrebbe risarcito con i soldi rubati dal Dittatore.
Ma sulla torta ci sono altri interessi…e troppe mani straniere!
Ma attenzione al terzo giorno di guerra l’Italia ricambia idea, non c’è due senza tre!
Berlusconi sembra voler seguire Bossi che non vuole la guerra, non per fini umanitari ma anzi perché così arriverebbero migliaia e migliaia di profughi! A lui interessa solo ricordare il suo razzismo… e non che forse, quando la Libia sarà libera da Gheddafi, i libici che hanno iniziato la rivoluzione (stanchi di Gheddafi e spinti da ciò che gli succedeva attorno) vorranno ricostruire la democrazia nella loro repubblica e non venire in Europa passando per l’Italia.
Vivere in libertà a casa propria parola sconosciuta da 40 anni in Libia e forse da sempre a Bossi.
Le ultime governative parlano di passaggio parlamentare per l’intervento in guerra mentre i piloti degli aerei italiani garantiscono di non aver sparato. La telenovela Italia-Libia prosegue, mentre le bombe cercano di scovare Gheddafi che si fa scudo con i libici…altro pezzo di merda!

GHEDDAFI VISTO DA UN SUO EX UFFICIALE…“IL CRIMINALE” SOLO CON I SUOI SOLDI
Al Huni lo chiama “Criminale”! Era tra gli ufficiali al fianco di Gheddafi nel ’69 quando cacciarono Re Idris lo definisce un sanguinario, un criminale corrotto, rimasto solo con le sue armi e i suoi soldi, senza più le sue amazzoni e con non molti mercenari al suo fianco ma solo per i soldi. Il popolo è contro di lui e brucia il suo Libro verde.
Interessi privati tra Gheddafi e Berlusconi non legati ad interessi pubblici ecco perché l’Italia è stata quelle tra tutte la più restia a congelare i beni di Gheddafi.
Mentre i tunisini al confine sono impegnati più di chiunque altro ad aiutare i profughi (Bangladesh, Mali, Egiziani...) con pasti e sostegno e chiedono alla comunità internazionali i mezzi per rimpatriare le migliaia di profughi.
Raimondo Cucciolla
 




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