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EMILIANO contro la PARTITOCRAZIA...

...e il potere politico

Parla da cittadino (ma è il Primo di Bari) e non da politico.
C’è chi lo chiama Sceriffo, chi lo odia e chi lo ama. Come tutti gli uomini in vetrina. E lui non risparmia uscite colorite, sempre abbastanza spiazzanti per la politica partitocratica degli ultimi trent’anni.
Potere di un social network, Facebook dove da tempo Michele Emiliano, Sindaco di una città importante come Bari nonché tra i massimi dirigenti del Pd Pugliese, commenta foto di “fannulloni” spazzini o vigili urbani (additandoli) creando un caso con i sindacati interni o, come ora, attacca la POLITICA ITALIANA e la spartizione delle poltrone.
Perché dopo le diatribe tra i partiti di maggioranza nel suo Comune, a caccia di un assessorato (finanche nella sua lista civica c’è chi l’ha mollato per questo) parla da cittadino incazzato con la politica che tutto può e tutto nomina. Da sempre scrivo contro lo strapotere (e l’ingiustizia) da nomine, in enti, banche, Rai e controllate della politica e quindi non posso che essere d’accordo con lui.
Ma resterà una battuta, sicuramente ben piazzata e chiacchierata, ma non sarà Emiliano a cambiare la politica Italiana, ma non possiamo che sperare che questa realtà cambi davvero.
Non può farlo, pur volendo da solo. Di certo se vuole prepariamo una protesta organizzata, una petizione (come referendum forse sarebbe tra i pochi a superare il quorum) a cui siamo certi tanti cittadini incazzati, nel vedere amici e parenti di politici (quanti potrebbero fare nomi e cognomi?) occupare enti, gestire fondi pubblici senza BANDI, senza merito, per chiamata "raccomandata" diretta.
Emiliano dovrebbe ricordarsi anche che, lui stesso da Sindaco, ricopre altri ruoli di responsabilità, altre poltrone, alcune previste altre no. Come la Presidenza dell’Ente LIRICO Petruzzelli (da statuto) oltre alla delega alla Cultura (dopo liti con l’ex compagno di classe ed ex assessore al Ramo LaForgia) con cui ebbi una diatriba proprio sull’aver speso soldi comunali senza bandi.
I dati circa la spesa dei più grandi comuni italiani, senza bando pubblico è enorme e provoca ogni anno perdite di oltre il 20% confronto ai costi che gli enti avrebbero avuto appaltando al miglior offerente. Poi si può chiacchierare quanto si vuole sul fatto che alcuni settori sono impossibili da appaltare. Ne sa qualcosa la Cricca della Protezione civile (non si può fare bando per urgenze…) ed in alcuni settori come la cultura è sempre una scelta artistica (e quindi non più di tanto opinabile) per quanto anche qui i costi fissi possono essere estremamente ridotti se appaltati e pianificati con giudizio.
La mancata TRASPARENZA nella gestione dei fondi PUBBLICI e le nomine politiche del sottogoverno di città, enti, regioni, province, Sanità, banche, Rai… in mano ai partiti ed a chi comanda in quel momento è LO SCHIFO dell’Italia.
SIAMO PRONTI A CAMBIARLA questa ITALIA specie noi che campiamo tutti i giorni senza RACCOMANDAZIONI POLITICHE.

Quindi che ci siano altri Emiliano (che dicano e facciano chiaramente scelte per abbattere costi e privilegi) altri Sindaci, altri politici che decidano di sottrarre alla partitocrazia stipendi e potere per abbattere i costi del “pubblico” e dare posti di lavoro per “Meritocrazia”.

Raimondo Cucciolla
 




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