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LE MAMME DI SAN VITO

Gianni Torres trova in Brasile e ci racconta le “fantastiche” mamme polignanesi.

Gianni Torres, da Polignano a Mare, dove vive felicemente con la sua compagna, è capace di estro e poesia nel raccontare storie e renderle documentari che fanno pensare. Gianni è anche estroso organizzatore capace di varie iniziative come “Mille lire un bacio”, una raccolta fondi ,organizzata circa 15 anni fa sul lungomare barese, in cui note pornostar (tra cui la barese Rossana Doll) si erano prestate ad una raccolta fondi umanitaria. Davano un bacio (castigato) in cambio di un contributo del folto pubblico che si presentò sulla rotonda del lungomare barese. Ed ancora, evento indimenticabile per la sua Polignano a Mare, il ritorno del “figlio” tanto famoso quanto discusso, poiché per campare nella Roma anni ’50 si era trasformato in cantore siciliano, per alcuni rinnegando i suoi natali. Domenico Modugno, che già malato rientrò ufficialmente nella sua Polignano a mare. Ed ancora due anni fa organizzò sempre nella città sulla scogliera una manifestazione con Gilberto Gil, in ricordo dei 50 anni di ”Volare”. Per il settore video, la ricerca dell’incrocio di tradizioni, lingue e culture mi ha molto impressionato tanto il suo cortometraggio “Uè…paisà!”, in cui un senegalese si era così ambientato a Bari da parlare un dialetto perfetto ed essere conosciuto come “Franchein”…. du Senegal!

Le emozioni e i pensieri positivi di questo docu-film di Gianni Torres “Le Mamme di San Vito” sono varie.
La volontà di mantenere vive le tradizioni quasi più coltivate dagli italiani all’estero che dagli indigeni e indigenti cittadini pugliesi di oggi.
La grande umanità che si esprime in tutto il concetto del centro polignanese a Sao Paolo. La solidarietà, l’aiutare e crescere i bambini di genitori in difficoltà economiche o di tempo per crescerli, il sacrificio (che non pesa) dei tanti settantenni che si adoperano per questa grande festa di S. Vito che riempie “le panze” dei brasiliani, come dei turisti, di quelle specialità della tradizione pugliese vecchie di 100 anni. Ogni sera della festa (che dura due settimane molto nota e pubblicizzata dai media brasiliani) una quantità enorme di prodotti culinari pugliesi.
Migliaia di Ghimmirelle (l ‘gnmmaridd) i famosi involtini di fegato cotti alla brace, le orecchiette (4000 piatti) al ragù o alle cime di rape, migliaia di piatti di spaghetti, 800 le focacce (la fcazz) come si facevano una volta ed ancora duemila panzerotti, taralli dolci e salati, dolci tipici pugliesi.
Il tutto solo per beneficienza, per far campare i bimbi dell’ASILO DI SAN VITO (Creche de Sao Vito), il mega caseggiato nato per la volontà dei Polignanesi che, nel 1918 decisero di riprodurre i festeggiamenti di S. Vito a San Paolo (dove la “loro” strada si chiama Polignano a Mare).
Erano giunti all’inizio del XX secolo per cercar una vita migliore, fuggiti dalla povertà italiana degli inizi del novecento, dalla loro bella Polignano a Mare, come loro stessi orgogliosi delle loro umili origini ricordano. Qui la comunità polignanese , da subito molto unita, fondò il Mercato Municipale che divenne uno dei più importanti dell’intero Sud America. Con questo successo “economico” decisero parallelamente di fondare l’Associazione Benefica di San Vito e di iniziare questa festa nel 1918 come raccolta fondi per le finalità appunto benefiche e umanitarie dell’associazione. Le Mamme di S. Vito sono tutte donne over 75.
La loro vitalità , la loro umanità nel preparare le pietanze che saranno servite durante la festa è fantastica. Un esempio per le future generazioni come anche un grido di speranza da parte dei signori uomini, mariti e genitori, che i loro figli sappiano ancora portare avanti questa festa e la cultura delle tradizioni ed arrivare al centenario dei festeggiamenti (2018) grazie anche alla benedizione di S. Vito, la cui Statua gira per tutte le bancarelle della festa sorretta dal profondo credo di questi fantastici italiani i cui figli parlano ed hanno ormai sembianze brasiliane. Bianchi brasiliani d’origini polignanese. Con dei genitori dal cuore grande, grande…. il cui attaccamento alle tradizioni e all’Italia è un gesto d’affetto che riproducono ogni giorno per i bambini brasiliani.

Raimondo Cucciolla
 




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