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SENZA PIU’ MEZZI FINI …

Fin(i), da troppi anni predellino di Berlusconi, si è ripreso la scena politica che aveva colpevolmente lasciato al Duce Silvio permettendo tutto e di più (dalla questione morale alle leggi ad personam) e ci ha messo solo pochi mesi a far leva sulla questione morale per rompere il sodalizio.
Ma avrebbe potuto farlo prima, accelerare i tempi per un dopo Berlusconi?!
Senza Berlusconi la Destra Italiana, non sarebbe mai andata al potere in Italia, altri avrebbero raccolto i cocci del dopo mani pulite e nel frattempo sono passati 15 anni dall’ingresso di Berlusconi in politica. Spostare la politica ad azienda spot, a uomini al potere controllati per fare prima di tutto ciò che vuole il Re e a donne scosciate dentro e fuori il parlamento quanto è servito a Fini? Non parliamo di quanto è servito all’intera Italia!
Poteva “contenere” Sua emittenza, lui che aveva qualche decennio di politica alle spalle. Doveva da subito porre dei paletti e far crescere il mito politico di Silvio più dolcemente e meno fragorosamente come accaduto poi con questo successo di voti!
Ma non aveva la forza dei numeri e, forse, il potere l’ha attratto così tanto da lasciar fare, anche per colpa dei suoi ex di partito che grandi cime non sono mai state.
Chi? Gasparri (e la sua legge)
o il pittoresco La Russa, il meno peggio Alemanno che si è seduto sullo scranno Romano prendendosi la sua visibilità e il suo potere. Chi poteva aiutarlo in An? Morto Tatarella il dopo Almirante non è stato felicissimo in fatto di leader carismatici o politici capaci, solo correnti…
Troppe leggi ad personam, troppo leaderismo e poco concetto di coalizione e di bene per il paese.
Fini ha iniziato a parlare solo da Presidente della Camera, quando la coalizione è diventata Berlusconi-Bossi e lui, con il suo ex partito diviso nelle famosi correnti, pur emarginato ad importante organo di controllo aveva un’importante visibilità, ha capito che il momento di fare il signor non era arrivato.
Ha ringhiato quando c’era da farlo per atti non propriamente democratici e l’ha fatto con tono fermo e politico.
E qui le cose sono diventate subito senza mezzi termini. L’intento della rottura, del distinguo totale ad ogni passo, era chiaro e Berlusconi non ha saputo fermarsi e trattare.
Berlusconi comanda, non tratta.
E’ abituato a comprare con i soldi o con il suo strapotere, a dire e a disfare il giorno stesso, a proteggere i suoi anche se la merda è oltre il collo, così Dell’Utri naviga ancora pur puzzando da Eroe della Munnezza (l’eroe mafioso è iscritto nella storia come Mangano) e Previti ha avuto gli arresti domiciliari perché 70 anni sono troppi per farsi la galera (secondo la legge fatta pochi giorni prima del suo ingresso in carcere).
70 anni troppi per la galera, 4 pensionati i tipi della nuova P3 (tutti over 70), chissà perché allora può comandare il paese un 74 enne che “sbrocca” a livello internazionale con una facilità da personaggio dei cartoon.
Ed ora sarà la curiosità, il capire il proprio peso per Fini, capire quanto vale per l’interno dell’elettorato il suo modo di fare.
Quanti capiranno che Silvio ha fatto troppo per se e che Fini ha cercato finalmente di fermarlo?
Tutto questo può essere “l’orologio” della tenuta del Governo Berlusconi. Ora serve una buona legge elettorale (che permetta di votare l’uomo oltre che il partito) e qualche aggiusto, prima di far cadere il Governo, è doveroso.
Sarà una battaglia di nervi e/o di concessioni.
Ma Fini, a differenza di Bossi non ha federalismo da ottenere e quindi si può sperare nella prossima fiducia (se Berlusconi, ora, avrà il coraggio di chiederla) per far cadere il Governo.
Il Pdl il più grande Partito italiano è così caduto in due soli anni.
E’ tornato il Partito del Padrone e basta. Come può uno come Berlusconi, capace solo di comandare con squadre da lui allestite (poco importa se si chiamano Mediaset, Milan o Parlamento con la legge dei listini bloccati), alla sua veneranda età, trattare con chi gli parla di questione morale o di dimissioni per suoi sodali chiacchierati?
La colpa non è mai né sua, né dei suoi collaboratori. Sono i magistrati politicizzati ad andare contro l’interesse nazionale, sono gli altri a volere il suo male ed il male del paese.
Così proprio grazie alle intercettazioni (in tutte le forme) e al profilo del futuro leader di destra, che non potrà più coincidere con Silvio, ecco che in questo periodo di strapotere Berlusconiano c’è stato chi si è sottratto al Padre padrone.
Fini grazie per aver reagito ma… potevi anche farlo prima.

Raimondo Cucciolla
 




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