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IO QUEL GIORNO C’ERO

Non ho mai detto al regista Sorrentino che nel suo “Il Divo”, un film che fa vedere una parte ovviamente limitata ma ben riassunta (del peggio) della vita di Giulio Andreotti, c’è un errore. Sono gli scatti fotografici che il Divo subisce al suo ingresso nell’aula bunker dell’”Ucciardone” il carcere palermitano per la prima udienza.
Io c’ero. Nessuna foto sui giornali del giorno seguente, riuscì ad immortalare l’ingresso in aula, da imputato, nessuno riuscì ad immortalarne il volto.
Solo le orecchie, le sue mirabili orecchie che sporgono incredibilmente quanto la sua gobba, un essere unico nella fattezza e nei modi. Quelle si, poiché fu fotografato solo di spalle, dicevo le orecchie sventolanti come radar collegato alla scatola nera (la gobba… il suo archivio) erano lì ferme imperturbabili. Qualche battuta con i suoi avvocati non cambia la situazione. Era di spalle orecchie al vento. Una foto indimenticabile per carità.
Il cranio di Belzebù, del Papa Nero, non aveva lo spazio necessario per tutti i fatti, i personaggi, ed ecco la gobba lì vicina gonfiarsi e contenere. Avrebbe conosciuto oltre 300mila persone, quindi si è creato un archivio storico cartaceo (da poco visionabile solo da pochi eletti ) ma quello che non può raccontare lo tiene dentro… e lo spazio non basta!
Perché nessuno riuscì a fotografare Zio Giulio? Perché dopo la costituzione delle parti, l’Avv. Coppi, suo valente difensore, iniziò il processo con una tiritera memorabile che serviva solo a decidere se e come i fotografi ed i giornalisti potevano essere presenti in aula e la loro posizione.
Ero con 4 amici della redazione di AldiladelMuro, rei di aver disdetto l’unico Pullman in Italia che voleva andare alla “Prima del Processo”. Per molti era uno scherzo, per alcuni sui giornali (Feltri ricordo…) eravamo Ultras, nella sostanza io volevo veramente andare a Palermo con il popolo e perciò avevo organizzato il … viaggetto cultural-popolar-giustizialista.
Volevo condividere quell’emozione di poter dire” Io c’ero!... Al processo storico che decapita un’Italia politica corrotta, mafiosa, colpevole…” . Invece è stato un bluff! Andreotti è stato di fatto definito Mafioso fino al 1980 ma i reati prescritti e poi per il resto … assolto!
Eravamo lì con auto noleggiata e senza i 20 iscritti al pullman. Al nostro fotografo sequestrarono la reflex per aver fotografato fuori dell’Ucciardone, prima di entrare nel bunker. Vedemmo entrare Giulio, appollaiati sulle tribune degli spettatori da semplici cittadini curiosi ed incazzati.

Poco tempo dopo finì la mia collaborazione con quel giornale per critiche circa l’utilità di aver organizzato il tutto, malgrado oltre 20 media tra quotidiani e tv parlarono della nostra “spedizione” e nacque così Testi&Umori! Era il 1996 con i primi numeri 0 e 00, nacque il mio modo di fare editoria e quindi giornalismo, informando su fatti “mal trattati” dalla stampa prezzolata, magari in modo ironico, per far digerire la polpetta avvelenata della nostra società con la dolcezza di un sorriso prontamente sostituita dall’amarezza del contraltare, dell’agrodolce della coscienza che comprende il retrogusto. L’amarezza io la assaporo tutti i giorni, per una società che, dopo 14 anni, vedo sempre peggio, dalla Politica alla gente in“civile”, dove tutti parlano male della politica, dello Stato… è sempre colpa degli altri… ma nessuno decide di ENTRARE in politica, di comunicare SERENAMENTE e in piena BAR CONDICIO alla gente.
Una società di piccoli truffatori che giustificano se stessi, figuriamoci un leader politico coperto da decenni di indagini e con i migliori collaboratori condannati per mafia, tangenti, corruzione ai giudici…
Non sopporto che i “big dell’impegno” che intervisto si tirano indietro per azioni decisive… “io faccio il mio mestiere … loro hanno troppi soldi”, denigrano forbitamente tutto ma poi di fatto non gli importa nemmeno della legge elettorale. “Tanto vincono sempre loro…” una tristezza pari al .. “sono tutti uguali “ di tanti cittadini, non appena provi a raccontargli qualcosa magari di coloro che hanno votato. Ho sempre sperato, ho lavorato per radunare intorno alla giusta informazione e parlando di cooperazione in molti settori nevralgici… ed ho incontrato una società di individualisti alla ricerca del posto fisso o della propria consacrazione.
La partitocrazia è da ribaltare come la legge elettorale, i burocrati da controllare perché comandano appalti e gli ultimi scandali confermano il loro ruolo, la gente comune si deve svegliare mentre le aziende sono sotto torchio delle banche che ormai detengono la ricchezza italiana.
Ed ora che cosa me ne faccio di un nuovo giornale a 32 pagine se sarò sempre solo a battagliare? Ma non so stare solo io cercherò qualcuno che avrà la passione per la vita la passione di crederci ancora.

Raimondo Cucciolla

18 Luglio 2010
 




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