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Sclerosi Multipla: Una scoperta Importantissima

Aggiornamento Convegno e testimonianza nuovo trattamento di angioplastica dilatativa per malati di sclerosi pubblica

Il 23 Gennaio 2009 a Vicenza si è svolto il tanto atteso Convegno "Sclerosi Multipla e CCSVI" dove è intervenuto il Prof. Zamboni in persona a illustrare la sua teoria e gli importanti risultati ottenuti.

Quella che segue è una delle decine e decine di testimonianze di pazienti sottoposti all`intervento di angioplastica dilatativa finalizzato a curare la CCSVI, patologia che a quanto pare è presente in oltre il 90% dei malati di sm.

"...per ragioni personali non posso scrivere con il mio vero nome. Sono una paziente del dott. Salvi da quasi 10 anni e quest`anno ho avuto la grande fortuna di essere sottoposta alla "liberazione". La parola non potrebbe essere più appropriata: la sensazione di grande energia, buon umore, prontezza mentale che si prova é netta. Personalmente non avevo alcuna forma di disabilità prima dell`intervento, quindi non mi aspettavo grandi differenze rispetto alla mia precedente condizione... invece sono rimasta molto piacevolmente sorpresa. Ho finalmente capito cos`è la "stanchezza" da SM, sintomo subdolo e strisciante che non pensavo mi riguardasse, e invece mi toglieva molto, non tanto fisicamente, ma in termini mentali, psicologici e sociali.
Nello specifico, ho riscontrato: maggior scioltezza dei movimenti, più forza, scomparsa del quasi perenne cerchio alla testa, scomparsa delle tensioni a collo e spalle, buon umore alle stelle, grande entusiasmo e, soprattutto, nessuna stanchezza.
Questi signori hanno veramente trovato la fonte del male e il modo per contrastarlo. Non posso che ringraziare tutto lo staff medico di Ferrara e di Bologna..." seguono i ringraziamenti!
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi del Congresso.


Prof. Zamboni, CCSVI, Sclerosi Multipla & Co…

Chiunque abbia cliccato ad esempio sul sito del Corriere della Sera il giorno 9 Settembre 2009, avrà avuto modo di leggere i seguenti titoli: “Tra Bertolino e Bignardi (Pag.11)”, “F1 a Monza: mai il GP a Roma (Pag.1)”, Monsignor De Scalzi nominato ai grandi eventi (Pag.2)”, oltre a qualche solito trafiletto sull’arzillo Premier, sulla vaccinazione per contrastare la terrificante incipiente pandemia e sulla morte del povero Mike.
Nessun riferimento a quello che secondo molti ricercatori e luminari internazionali rappresenta la scoperta più rilevante mai realizzata nello studio della Sclerosi Multipla.
Il giorno precedente, Martedì 8 Settembre, il Prof. Zamboni ha tenuto una conferenza scientifica, organizzata a Bologna dalla Fondazione Hilarescere dove ha presentato i risultati di uno studio sul tema "Venous Function and Multiple Sclerosis".
Ricerche già pubblicate nel 2006 che colpiscono tanto per la loro significatività quanto per l’approccio integralmente differente rispetto a quanto finora ipotizzato sulla Sclerosi Multipla.
Un disturbo venoso alla base della patologia. Una o più vene che occludendosi non permettono al cervello di “avvalersi” di sangue “pulito” creando una sorta di infiammazione cronica.

“Un genio il Prof. Zamboni” sussurrerà chi legge solo ora della inattesa scoperta. Ma non basta! Oltre a definirne la probabile causa, ne indica anche una possibile terapia: una banale angioplastica dilatativa effettuabile in day hospital in meno di 1 ora.
La cosa bella è che questa teoria è stata abbondantemente confermata e funziona davvero su tutte le persone su cui è stata testata.
E dopo? Beh fino ad ora chiunque vi si sia sottoposto ha goduto di enormi benefici immediati. Quasi alcuna ricaduta nei mesi successivi all’intervento e in quei rarissimi casi in cui essa si è verificata, è stato notato che era dovuta alla ri-occlusione della vena e che dopo un ulteriore intervento di dilatazione, la “ricaduta” come per magia scompariva nuovamente.
La scoperta dell’occlusione di particolari vene cerebrali ha portato alla definizione di una nuova patologia: la CCSVI – Insufficienza Venosa Cerebro Spinale.
Il legame tra CCSVI e Sclerosi Multipla, deve essere ancora dimostrato. Questo almeno è quanto ripetono quasi tutti i neurologi se posti di fronte alla domanda. I dati del Prof. Zamboni, da alcuni visto come futuro premio Nobel, non sono a dir loro sufficienti. Il 90% delle correlazioni positive riscontrate tra malati di CCSVI e Sclerosi Multipla evidenti dai suoi studi e confermati da altri a più ampio spettro di alcune Università Internazionali, non li convincono fino in fondo.
I malati insorgono ovviamente, nessuno riesce a capacitarsi di questo lassismo trovandosi di fronte ad una scoperta di questo calibro.
E mentre una delle notizie più importanti e rivoluzionarie della storia della medicina contemporanea non trova alcuno spazio sui media soprattutto italiani all’indomani dell’annuncio ufficiale da parte del suo scopritore, un povero malato di sclerosi, privato dell’utilizzo di internet avrebbe gioito della nomina del Monsignor De Scalzi sfogliando Pag. 2 del Corriere della Sera, mentre continuava a bucarsi tutti i giorni iniettandosi un farmaco estremamente costoso per i contribuenti ma efficace solo nel ridurre il 30% le ricadute.
E forse non si sarebbe posto la domanda di come a volte una riduzione del 30% delle ricadute ad opera di un farmaco goda maggior credibilità rispetto a quella del 90% ad opera di un intervento “una tantum”.
Ma forse quello stesso povero malato ignora che quelli stessi farmaci, così poco efficaci nel contrastare il decorso della sm, sono altresì decisamente costosi.
Probabilmente ignora il fatto che ogni singola fiala da 300 mg. da ripetersi ogni 28 giorni dell’ultima molecola arrivata sul mercato, dal nome Natalizumab (Tysabri, nome commerciale) ha un prezzo stabilito dalla determinazione AIFA http://www.facebook.com/l/a28ee;07.12.2006 di € 2.970,74.
E sono convinto che ignori pure che il costo annuo per paziente in trattamento con il Tysabri ammonti a € 35.640,00 e che in tutto il mondo sono oltre 60.000 (fonte AISM) le persone che hanno la fortuna di usufruire di tale efficace trattamento.
Solo il Tysabri sviluppa un fatturato di oltre 2 miliardi di Euro. Poi, sempre questo povero paziente ignora che i pochi farmaci alternativi a questo sono il Copaxone e le varie forme di Interferoni, rispettivamente con un costo annuo per paziente di € 14.472 e € 15.300.
E poco importa se a tutt’oggi la teoria del Prof. Emiliano è l’unica che riesce razionalmente e senza troppi sforzi di fantasia a far convergere tutte le terapie alternative alla cura della sclerosi multipla, come la dieta Kousmine o quella di Swank, l’intossicazione da metalli pesanti, i benefici che tutti i pazienti traggono dopo una flebo chelante, l’assunzione di omega 3, l’assunzione di Cannabis (vasodilatatore) … e potrei continuare per pagine intere.
Quello che conta è il business! Un grosso, fiorente e inesauribile business…un malato di sm è una gallina dalle uova d’oro, per tutta la vita obbligato ad assumere una quantità tale di farmaci da far rabbrividire un tossico:
immunomodulanti, immunosoppressori, molecole sperimentali, cortisone, gastroprotettivi, sonniferi, analgesici, farmaci per il miglioramento della motilità intestinale, eccitanti per attenuare la stanchezza, viagra, antinausea, antivertigini, anti diuretici, antispasmi… perché mai trovare una cura?
Da qualunque punto di vista la si osservi, sarebbe un suicidio imprenditoriale, niente più farmaci, niente più visite private, niente più risonanze con e senza contrasto, niente più fisioterapia, riabilitazione, consulenze oculistiche, fisiatriche, andrologiche. E soprattutto niente più farmaci! Ormai il mercato della sclerosi multipla ha assunto un’importanza tale da non lasciare ad un povero prof. Emiliano la possibilità di decretarne la fine!
Proprio per questo motivo, migliaia di malati in tutto il mondo si stanno organizzando per non lasciare invariato il decorso della loro vita e proteggere con tutta la loro forza e supporto la teoria del Prof. Zamboni. Una sorta di speranza “eventimodulante”, ma dove questa volta a guadagnarci saranno solo i malati.

Ivan de Leoni
 




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