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L’assegno posdatato FININVEST da 750 milioni di €

Lodo Mondadori, sentenza congelata dalla corte d’appello di Milano fino al 1 Dicembre.
Immaginate un assegno da 750 milioni.
Immaginate che adesso è stato almeno reso “posdatato”. Attenzione italiani anche se è iper-utilizzato dal tanto ammaccato mercato italiano, l’assegno posdatato (come una volta mi disse una “fantastica” direttrice di una filiale bancaria) è contro legge. Da un po’ di tempo lo è per davvero poiché se vi presentate con un assegno in qualunque banca è immediatamente esigibile.
Anche se poi le Banche stesse, realmente, prestano un servizio di anticipo delle somme (con ovviamente commissioni da pagare) ai clienti (quelli buoni si intende) che presentano assegni posdatati di propri clienti consolidati ai quali concedono 30, 60, 90 o più giorni per pagare. Ma con una garanzia. L`assegno appunto.
Metti che l’indomani della scadenza non c’hai i soldi? Protestato e condannato!!
E’ illegale l’assegno posdatato, capito?! No? Beh in effetti in Italia che la legge non la rispetti nemmeno una banca, è normale. Scusate dicasi Consuetudine.
Vabbe veniamo al dunque.
La Fininvest, condannata a risarcire 750 milioni di € alla Cir (fondata nel 1976 da Carlo De Benedetti) per avergli soffiato, con una mazzetta al Giudice Metta, il gruppo editoriale Mondadori, ha ottenuto la sospensione provvisoria della esecutività della sentenza.
Il Presidente della Seconda Sezione della Corte d’Appello di Milano, con provvedimento chiamato Inaudita altera parte (e cioè non ha ascoltato il parere dell’altra parte in causa, che pensiamo non sia proprio d’accordo…), ha fissato per il 1 Dicembre l’udienza in Camera di Consiglio per la decisione definitiva sull’istanza di sospensione presentata dalla Holding della famiglia Berlusconi.
Ricordiamo che la sentenza era stata emessa dal giudice Raimondo Mesiano il 3 ottobre diventato immediatamente l’uomo dai calzini celesti e ripreso dalle reti Fininvest, nonché chiacchierato (dalla destra che difende il Berlusca e da tutti gli apparati media ricollegati) per una successiva ed immediata promozione avuta.
Ricordiamo che la sentenza e il risarcimento si andrebbero ad aggiungere ai 200 milioni di parcelle per consulenze ai giudici (pardon come ha detto Berlusconi in una sua gaffe… ai legali) . Quindi quasi un miliardo di € costerebbero i rapporti con la giustizia al Cavaliere Berlusconi. Normale che Berlusconi "ce l`ha a morte" con la Giustizia Italiana. Normale che si senta perseguitato. Poco normale che siano ben 55 i processi ai suoi danni. Nel "muzzo", diciamo, qualcosina di non esattamente leale l`avrà combinata? E per sua fortuna, come lui ha ammesso, di soldi da parte nella sua chiacchierata carriera ne ha messi tanti. Immaginate quanti! (ovviamente fossero tutti soldi puliti non saremmo che felici per lui, le sue famiglie e quelle dei suoi 20mila dipendenti).

I commenti del Csm erano stati questi: basta “delegittimazioni di un’istituzione nei confronti dell’altra” ; basta con gli “episodi di denigrazione e condizionamento” della magistratura e dei singoli giudici che sono “inaccettabili”. Il Csm, con una risoluzione, esprimeva anche “allarmata preoccupazione” per gli attacchi al giudice del tribunale civile di Milano. Napolitano: una vicenda che ha “inquietanti connotazioni” , il vice presidente del Csm Nicola Mancino, “il clima invivibile” che c’é nel Paese , ha parlato di un uso del consenso “deviato” e che porta a ubriacature” e ha sottolineato che più un potere è forte, “più può intimidire”. E nel dibattito che ha preceduto il voto in tanti hanno parlato di “intimidazione” all’intera magistratura e ai singoli giudici. Il documento passato a larghissima maggioranza, con il solo no dei laici del Pdl- che ne hanno contestato sia l’urgenza sia il contenuto e la sua stessa rispondenza ai nuovi canoni per le pratiche a tutela dei magistrati - bacchetta il premier e i capigruppo del Pdl in Parlamento, per i giudizi espressi sul giudice . Ce n’é anche per le immagini rubate relative a momenti della vita privata del magistrato, accompagnate da “considerazioni gratuitamente offensive”, andate in onda su Canale 5: un fatto di “inaudita gravità” , accusa la risoluzione, che sottolinea la sua successione temporale all’annuncio fatto qualche giorno prima da Berlusconi che su Mesiano se ne sarebbero viste “venir fuori delle belle”.

Raimondo Cucciolla
 




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