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Okkio che notizia

Il Ponte per tutti…mafiosi e non.

Un Ministro italiano dice di essere stanco “di sentir dire che nel sud Italia c’è il rischio di criminalità organizzata!” Mattioli, non c’è “rischio” esiste da secoli. Ma la Mafia ora è tra Noi, tutti i giorni e da anni ci conviviamo e mica solo al Sud!

A Taormina il “cazzuto” (la cui voce rimbomba dal profondo delle sue tenebre) Ministro dei Trasporti ex An, Matteoli (il cui figlio è stato assunto come pilota dall’Alitalia che dal 2001 non assumeva più), dichiara che i lavori per il Ponte sullo Stretto inizieranno a dicembre e che fino al 2016, italica data di consegna (alla quale sembra che si aggiungeranno mesi o anni concordando con la mafia locale), lavoreranno ben 40.000 persone.
Dal punto di vista della validità della dichiarazione politica troviamo ineccepibile lo spot di Matteoli.
Parlare di 40.000 posti di lavoro significa avere almeno 160.000 voti certi (una media “familiare” di 4 a lavoratore) e dichiarare di essere stufi di “sentir dire che c’è al sud rischio di criminalità”. E` una buona notizia per le aziende “pulite” locali che possono così sperare, da questa faraonica opera pubblica, di ottenere qualche appalto, senza ovviamente tangenti od obbligazioni mafiose.

E poi vogliamo dubitare di un Governo gestito da un uomo che iniziò a fare il palazzinaro, che ha sempre creduto nell’edilizia (l’ultimo ampliamento del 20% l’ha “ideato” guardando la pubblicità della Vodafone in tv) e che per le opere pubbliche ha un senso dello stato maggiore di Mussolini (a cui cerca di somigliare…)? Con un ministro della Giustizia, Alfano, siciliano giovane ma già chiacchierato (le ultime indiscrezioni arrivano dal solito Travaglio sulle pagine del nuovo giornale il Fatto) e con i Dell’Utri e i Previti bracci destri (meglio dire sinistri) del Sovrano Italiano (uno siciliano e l’altro calabrese) ecco che si uniscono gli intenti di amici di merende condannati anche per concorso esterno in associazione mafiosa (nota la storia dello Stalliere di Arcore). Questo, insomma, è un Governo che sa che il rischio di criminalità organizzata non è un rischio ma una certezza, si chiama Mafia ed è in tutto quello che è Stato, parastato, paraculi e interessi.
Più la politica continuerà a nominare uomini in ogni dove, più curerà i propri interessi e quelli di parte, di chi gestisce voti e vuole gestire appalti e più la Mafia dovrà essere vista non come struttura criminale viva e vegeta in Sicilia, ma come metodo di gestire il bene pubblico per interesse di pochi.

Pochi media “non” daranno ragione al governo su questa opera faraonica. Infatti i maggiori media d’Italia sono proprietà di ex palazzinari che poi con accordi politici e finanziamenti di stato gestiscono i quotidiani di tutt’Italia secondo gli interessi di parte dei loro amici di merenda.
Il Ponte sullo Stretto come la Salerno Reggio Calabria? Negli anni tutti i governi succedutesi hanno regalato alla n’drangheta migliaia di miliardi di € per non finire questa vergogna italiana ed ora si pensa ad unire la Calabria e la Sicilia, a fare quest’altra opera che, dire a rischio mafioso, è un puro eufemismo.
La politica, essendo espressione della società corrotta e mafiosa, vive si alimenta e alimenta la mafia e ne rappresenta troppe volte le esigenze. E che dalle tangenti si sia passati al controllo degli appalti, dal personale ai fornitori utilizzati lo sanno in tanti.

Circa l’opportunità dell’opera o della sua pubblica utilità si può essere d’accordo o in disaccordo visto che le spese per oltrepassare lo stretto in mano alle obsolete Ferrovie di Stato e la privata Caronte sono troppo esose e che per fare 3 chilometri ci si mette anche un’ora se non si becca il traghetto pronto.
Quelli del No, oltre alla spesa inutile ed enorme e alla infiltrazione mafiosa già dimostrate con la Salerno Reggio Calabria, mettono il dito nella piaga della fattibilità di un ponte di 3 chilometri in zona sismica e che passi in un mare pieno di… correnti. Se realizzato (ma come?!) sicuro sarà per i siciliani un risparmio economico anche per il costo di ogni tipo di merce che non dovrà più avere questo salasso in andata come in ritorno.
Raimondo Cucciolla
 




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