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I FONDI pubblici MAL GESTITI per la cultura….

Cos`è la "CULTURA"? Domanda senza risposta che meriterebbe altra domanda per filosofeggiare sulla cultura. Si arriva al classico chi sei tu (e che fai?) e chi sono io (come la faccio…). Titolo sbagliato per incontro che vuole dire e fare altro.
Professionisti auto incensati e "titolati" dello spettacolo assieme a neo dilettanti (forse alcuni da Corrida?!) che si incontrano perché i finanziamenti non ci sono e vengono dati sempre agli stessi. E’ così da sempre.
I finanziamenti per la cultura come vengono spesi? Quali i metodi, se validi? E allora ci vuole una sacrosanta rivolta dell’operatore culturale che in Italia terra d’arte, di storia e di sindacati, non ha mai trovato una vera consacrazione né tutela, tanto meno nella decina città d’Italia ove i teatri si bruciano e si ricostruiscono dopo soli 17 anni.
Nei fatti è un’incazzata e motivata denuncia al Garante della Concorrenza contro la Puglia Film Commission rea di aver cambiato lo statuto nottetempo e di aver sul mercato compiuto un atto prevaricatore da Promotore Ente a produttore o distributore cinematografico. Si propone in questo secondo incontro la costituzione di un comitato di incazzati ma motivati e meglio organizzati operatori culturali.
Registi dell’incontro e a volte nella vita Mimmo Mongelli e Nico Cirasola che ben sanno cosa significa girare per stanze di assessori e presentare progetti per produrre festival, opere prime, rassegne e film.
Tra il pubblico interessato MInielli già curatore della Santa processione di San Nicola evento ogni anno carico di critiche (che piovono da chi non lo fa) propone un immediato comitato spontaneo, un signore che ha fatto un’associazione di cral aziendali si propone come comitato organizzativo e poi attori, artisti, musicisti e tecnici ognuno si lagna, propone si presenta.
Scopi comitato, struttura e forma giuridica questi i punti essenziali, insieme alla trasparenza delle istituzioni.
Nel mio intervento in soli 5 minuti concessi dal regista Mongelli incazzato (non penso con me ma che ha spesso gridato che lui ha da fare… e non era lì per perdere tempo, come tutti d’altronde...) ho sintetizzato così le ultime mal gestioni di milioni di € spesi per operazioni culturali senza BANDI e aggiudicati ad amici o grandi Esperti del settore: BIENNALE DEI GIOVANI ARTISTI, PUGLIA NIGHT PARADE, Per il CINEMA italiano, operazioni di grande levatura organizzati o coordinati ora dal Teatro Pubblico Pugliese (ma il compito di questo ente non è co-programmare eventi con i Teatri Pugliesi?) ora da pochi Grandi Organizzatori. In pochi mesi, raccogliendo fondi di tutti gli enti locali e comunitari per operazioni di largo respiro senza il minimo bando per coinvolgere il territorio (artistico ed organizzativo) si è operata l’ennesima beffa per i “non protetti operatori culturali”.
Poi l’albo comunale in fatto di cultura ove se ti iscrivi al massimo vieni chiamato con raccomandata una volta all’anno per un bando ad inviti che scade dopo 15 giorni, con il quale le circoscrizioni chiedono “i numeri” per organizzare eventi, gite e progetti concedendo solo l’80% delle spese senza possibilità di colmare il 20% con altri fondi (chi vince si auto dichiara truffatore o che lavora a perdere?).
I problemi dell’Ente lirico Petruzzelli che anch’esso decide (notizia di pochi giorni fa) senza bandi come costituire l’Orchestra figuriamoci se le pedine organizzative sono state scelte per bando meritocratico.
Il regolamento Regionale che vuole iscritti solo le grandi compagnie capaci di 200 giornate lavorative.
L’unico progetto concreto e di largo respiro che dovrebbe interessare gli operatori culturali come Bollenti Spiriti in cui oltre 70 strutture in tutta la Regione saranno date in gestione a chi vince i bandi (per questo progetto ci sono…) per unire operatori culturali in consorzi di gestione per produrre in “rete” non interessa a questi organizzatori del convegno.
Questo è il vero problema. L’incapacità di sopperire alle mancanze delle istituzioni o meglio di cooperare, fare gruppo, per pianificare, risparmiare e meglio produrre sul territorio.
Ma da sempre è più facile incazzarsi che mettersi d’accordo dove qualcosa di buono c’è. La politica ha perso per l’ennesima volta il carro della democraticità e trasparenza spendendo male i propri soldi e dall’altra parte gli operatori da anni non riescono a crescere facendo rete, troppo impegnati ad inveire sul collega che ha preso più soldi perché più “agganciato” burocraticamente e politicamente.
Si deve ripartire facendo gruppo, inseguendo i progetti più belli come Bollenti spiriti, togliendosi l’etichetta dell’autocertificazione artistica essendo propositivi e attenti agli errori che le istituzioni non democratiche compiono.
Raimondo Cucciolla
 




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