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Mediaset, Corte giustizia Ue rinvia a Consiglio Stato

Fede abusivo dal 1999... ma le sentenze sono inattese

Dalla corte di Giustizia Ue al Consiglio di Stato per la assegnazione a Centro Europa 7 (una emittente privata italiana che ha ormai cessato le trasmissioni) le note frequenze televisive occupate da rete 4 di Mediaset. Spetta ai giudici nazionali: devono (ri)esaminare e far rispettare chi ha ottenuto diritti di radiodiffusione televisiva in ambito nazionale e, se necessario, ordinare rimedi appropriati per garantire che tali diritti non rimangano illusori". L`emittente si vide assegnare nel 1999 frequenze per la trasmissione analogica in chiaro sull`intero territorio nazionale, frequenze al tempo occupate da Rete 4. Autorizzazioni ministeriali permisero però deroghe a Rete 4 per la cessione delle frequenze.

Vari gradi della giustizia amministrativa e nel 2002 anche la Corte Costituzionale ribadisce (come nel 1994) che Mediaset non può possedere più di due reti e che Rete 4 deve quindi cessare le trasmissioni analogiche.

La legge Gasparri rinviata dal Capo dello Stato alle Camere per eccezione di costituzionalità in base alla sentenza del 2002 (ma Rete 4 continuerà a trasmettere ugualmente grazie ad un decreto legge del governo Berlusconi), viene reiterata dal Parlamento nell`aprile 2004.

Il Caso Europa7

Nel frattempo il proprietario di Centro Europa 7 si appella al Consiglio di Stato e chiede un risarcimento di 3 miliardi allo Stato per la mancata attività televisiva.

Il Consiglio di Stato aveva chiesto alla Corte di giustizia Ue di pronunciarsi nel merito, risposta che è giunta oggi rinviando al massimo giudice amministrativo italiano la competenza di giudizio.

Oggi la società Europa 7 è praticamente ferma. Francesco Di Stefano, suo fondatore, intervistato da la Stampa ad aprile 2006, attende la sentenza della Corte di Giustizia Europea. La sua vicenda è però seguita da alcune persone: il giornalista di La Repubblica Giovanni Valentini, l`associazione Articolo 21 (in testa il portavoce Giuseppe Giulietti), Dario Fo e Franca Rame, Marco Travaglio, Beppe Grillo, Piero Ricca, Antonio Di Pietro e l`Italia dei Valori, la verde Tana De Zulueta. Anche la stampa europea ha dato attenzione a questa vicenda, per esempio il noto giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, nell`estate 2003. Anche il ministro Gentiloni ha riconosciuto il problema irrisolto. Ma se la vicenda trova poco spazio sui giornali o nullo in tv, l`intervista fatta a Di Stefano da Piero Ricca (messa sul sito di Beppe Grillo e su YouTube) ha raccolto più di 200.000 visualizzazioni.

09/04/2008
 




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