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Pd: Fassino e gli stessi coordinatori

In una lettera di Fassino a Prodi il secco leader ex ds parla al gran capo per trovare i punti di avvicinamento alla riunione operativa per il Pd. La cosa che più mi lascia sbigottito è il desiderio di Fassino di confermare gli stessi coordinatori che “tanto bene hanno fatto con l’Ulivo”.
Ma veramente?! Ma chi ha fatto così bene nell’Ulivo, da vincere perdendo nel calcolo dei voti, dopo il catastrofico governo Berlusconi? Insomma partito nuovo e solita solfa di nomi e capoccia?
Ma quale sinistrato-centrista si sentirà felice con passione nel cuore di sottoscrivere la tessera magari il fantomatico 15 Ottobre?
Gente nuova, lardo ai giovani, partecipazione dal basso, società civile, quale di questi presupposti la vecchia guardia dei Fassino, D’Alema, Rutelli deciderà di introdurre come novità sostanziale del Pd. E perché partire dai capi quando bisogna costruire la base? Perché non partire da cosa deve fare da grande il nuovo partito, che tipo di punti cardini deve avere prima di chiedere a qualcuno di fare la tessere perché il primo capo sarà Prodi e poi D’Alema e poi per i primi 10 anni una staffetta tra Rutelliani e dalemiani?
Niente di nuovo insomma in una sinistra che prepara il minestrone del 2000 senza idee, con i soliti volti e senza contenuti nuovi, senza un nuovo modo di fare politica. Le primarie, l’unica speranza e ventata di novità, diventano l’affermazione di forza dei prescelti, di gruppi di potere elettorale che spingono questo o quel prescelto, faccia da poltrona montecitoriana di preistorica memoria.
Ex Pci sdoganati dagli album panini della rivoluzione russa vista dall’Unità, ex democristiani da Prodi a Castagnetti che conservano gelosamente i loro tesoretti politici, un nuovo incrocio di razze che dovranno saper stare insieme in un unico contenitore. Ecco forse questa la vera novità.
Le correnti interne potranno essere pro e contro dico, pro sinistrati riformatori contro moderati cattolici, che dovranno all’interno dello stesso partito avere una scelta comune oppure i coltelli saranno affilati in casa per dure battaglie tra morale cattolica e amorale laica? Aiuto nella notte dei tempi mi perdo in un pensiero. Che sia la volta buona che la democrazia cristiana invece di riformarla Casini con Mastella si riforma con gli ex comunisti Prodi e l’ex radicale Rutelli?

Raimondo Cucciolla
 




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